mercoledì 11 dicembre 2013

PIU' DEL VELENO, L'ANIMA - il mio nuovo cortoromanzo da oggi in libreria


Il titolo, prima di tutto. A qualcuno ricorderà il famoso aforisma del poeta Novalis "Di tutti i veleni, l'anima è il più forte".
Volevo raccontare una storia di passioni viscerali e totalizzanti. Passioni malate, anche, che guastassero l'anima dei protagonisti come un veleno letale. 
Ne è nato "Più del veleno, l'anima" (Leone editore): un cortoromanzo che si snoda in due epoche e con due scenari differenti. Da una parte, la Normandia del XV secolo con Carlo VII, un re tentennante, vittima di sogni premonitori e oscuri vaticini, impegnato nella Guerra dei Cento Anni. Il sovrano viene raggiunto dalla sua amante, la bellissima Agnés Sorel, che affronta un viaggio terribile pur essendo prossima al parto. 
Dall'altra, c'è la Trieste contemporanea, una città di frontiera, un crocevia di culture. Un gruppo di scienziati cerca di risalire indietro nel tempo, per comprendere la cause della morte di Agnès Sorel.
Le due vicende scorrono parallele fino a quando non convergono in epilogo comune.
Come sempre, i personaggi frullavano nella mia testa già da un po' (basta leggere questo post, per rendersene conto). Da oggi, il risultato sarà nelle mani dei lettori.

Ecco la trama:

TRAMA – Le Mesnil-sous-Jumièges, anno del Signore 1450. La più famosa cortigiana di Francia, Agnès Sorel, raggiunge il re Carlo VII sulle coste della Normandia, dove il sovrano è impegnato nella sanguinosaGuerra dei Cento Anni. Agnès, soprannominata Dame de beauté per la sua avvenenza, è debole e in avanzato stato di gravidanza. Pochi giorni dopo il suo arrivo, infatti, dà alla luce una bambina e muore tra atroci tormenti. Perché, nonostante i pericoli e le sue precarie condizioni di salute, la Favorita ha deciso di lasciare gli agi del suo castello e raggiungere Carlo VII? Forse si sentiva in pericolo? Agnès, la cui influenza superava di gran lunga quella della regina, aveva molti nemici: tra tutti, il Delfino, il futuro re Luigi XI. La sua morte è avvenuta per cause naturali o si è trattato di omicidio? Oggi, laboratorio di paleopatologia molecolare di Trieste. Un gruppo di scienziati cerca di fare luce sul mistero della morte della Favorita, i cui resti sono stati trasportati nel capoluogo giuliano per essere sottoposti al vaglio di un’equipe internazionale. Mentre si svolgono le ricerche, emerge un’inquietante scoperta: forse la Dame de beautè si è portata nella tomba un segreto molto prezioso...


Un assaggio:


Da quando aveva scoperto che il re la tradiva con quella sgualdrina della de Maignelais, sembrava che nulla importasse più ad Agnès: non il prestigio né i gioielli e neanche il figlio che cresceva dentro di lei! Quell’amore, l’amore per un uomo volubile ed egoista, era un veleno per l’anima della Favorita. Un veleno che forse le sarebbe stato fatale.

2 commenti:

  1. Ciao Luca, sembra molto bello...

    Ho copiato il tuo commento in coda al mio post di oggi ( sei in buona compagnia considerando che il post è una "storia di Natale" di Dostoevskij ) in modo che tutti i lettori possano vederlo.

    In bocca al lupo a presto.
    Antonella

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  2. Grazie, cara Antonella, ti sono grato per la segnalazione!

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