lunedì 30 settembre 2013

[Recensione] - I peccati del papa di Fabio Delizzos, ovvero c'era una volta (e c'è ancora) il romanzo d'appendice


Dopo il successo dei suoi romanzi (La setta degli alchimisti, La cattedrale dell'Anticristo, La loggia nera dei veggenti), tutti pubblicati da NewtonCompton e tutti premiati dal pubblico e dalla critica, Fabio Delizzos ci regala una nuova prova letteraria.
"I peccati del papa" è un romanzo suddiviso in puntate, scaricabile online in tutti i principali siti di vendita.
Si tratta di un vero e proprio feuilleton, confezionato a regola d'arte da Delizzos, con tutti gli ingredienti necessari per incatenare il lettore alla pagina.
Il racconto prende le mosse a Venezia, nel XVIII secolo, e si entra subito "in medias res". Il barone Bellerofonte Castaldi, notaio criminale, è impegnato a dare la caccia a un pericoloso malvivente. Un assassino, un necrofilo che si accanisce sul corpo di giovani donne.
Bellerofonte riesce ad assicurare l'omicida alla giustizia, anche grazie a un bagaglio non comune di conoscenze. Pur essendo un uomo di legge, il barone Castaldi ha ereditato dal padre l'interesse per le scienze naturali. Ha una vasta cultura, che comprende anche l'anatomia e l'alchimia.
Ma nel cuore di Castaldi è nascosto un segreto: il dolore per la perdita della moglie, che si è tolta la vita. La lunga ombra della colpa segue Bellerofonte, a ogni passo.
Per le sue eccezionali doti investigative, Castaldi viene chiamato a Roma, per indagare su una serie di orribili delitti. Un bambino castrato viene trovato morto, dissanguato da un violentissimo salasso. 
Il piccolo cadavere è stato ritrovato da una giovane ed eccentrica aristocratica, che gira per la strade di Roma, all'alba, vestita da uomo, per portare a spasso il suo cane Anubi.
L'indagine porterà Bellerofonte a contatto con il mondo dei cantori castrati. Un universo in cui la perfezione della voce si intreccia con disperazione e sordidi segreti.
Un thriller di prim'ordine, in cui alla tensione del ritmo narrativo si aggiunge il valore della prosa di Delizzos, sempre efficace e curata, senza la minima sbavatura.
E per sapere il resto, come si dice, bisogna attendere la puntata successiva...

Il mio segnalibro:
"Aveva le labbra cariche di rossetto e sorrideva al pubblico, trionfante sotto una cascata di petali.
Un evirato cantore.
Un castrato di Dio."


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