lunedì 10 giugno 2013

[Recensione+Intervista]- G.L. Barone e la cospirazione degli Illuminati, altro che Dan Brown

G.L. Barone è stato definito il "Dan Brown" italiano. Impegnato in politica, ha una laurea in Giurisprudenza e lavora al comune di Varese. Nel 2012 la versione ebook de "La cospirazione degli Illuminati" ha ottenuto un successo tale da attirare l'attenzione della casa editrice NewtonCompton. A maggio del 2013 è uscita la versione cartacea del romanzo ed ha avuto ottimi riscontri di pubblico.
In italia ha anche pubblicato “Il Segreto dell’Unione” (2003), "Punto di rottura" (2006), "I Figli del Serpente" (2010).
"La cospirazione degli Illuminati" prende le mosse da un omicidio che ha delle assonanze con il noto caso Estermann: il colonnello Weistaler, comandante delle Guardie pontificie viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola. Accanto a lui, il corpo di una giovane recluta. Subito si pensa a un omicidio passionale. Ma Stella Rosati, il giovane procuratore incaricato delle indagini, scopre che esiste un nesso tra l'omicidio Weistaler e l'incendio che, alcuni mesi prima, ha distrutto la più preziosa reliquia della Crisitianità: la Sacra Sindone. L'investigazione della Rosati si incrocia con quella di Andreas Henkel, spia dei servizi segreti vaticani, che si è messo sulle tracce della sindone, forse sottratta all'ultimo momento dal rogo. Chi ha rubato il sacro telo? E per quale fine?
La vicenda si dipana con ritmo serrato. I frequenti cambiamenti di scenario (si spazia dalla Corea del Sud fino al Sud America) sostengono il climax tensivo in un crescendo di azione e pathos. La prosa asciutta, priva di orpelli, rende la lettura scorrevole fino all'ultima pagina. Un libro consigliato agli amanti del genere.
G.L. Barone ha accettato di rispondere ad alcune domande per gli amici de "La vibrazione nera".

"La cospirazione degli illuminati" è il tuo ultimo thriller: una spy-story che prende le mosse dagli ambienti vaticani. L'inizio, con il doppio omicidio del colonnello Weistaler e della giovane recluta non può non ricordare il celebre omicidio Estermann. Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare l'idea di scrivere questo romanzo?

In effetti, l’omicidio del “mio” comandante della guardia svizzera può ricordare quello che hai citato, non fosse altro per la vittima e per l’ambientazione. È però solo un elemento della trama del mio libro. Come altri elementi (incendio alla cappella del Guardini, ad esempio) è ispirato a fatti reali. Tutto ciò che è stato costruito attorno, però, è pura invenzione. Mi piace disseminare la trama di elementi riconoscibili dal lettore. Danno veridicità alla narrazione e rendono il tutto più credibile. Come si suol dire: tante volte la verità supera la fantasia...

"La cospirazione degli illuminati" ha un'impronta molto "internazionale": quale sono i tuoi riferimenti letterari e quanto ti sei ispirato a loro?

Sono cresciuto con le spystory di Le Carré e Forsyth. Più di recente ho amato anche Dan Brown e, come lui, molti scrittori che hanno ambientato le loro storie in Italia. Credo di aver sintetizzato tutto quello che più mi piaceva dei miei scrittori preferiti e, sfruttando la mia italianità, ho raccontato una storia sicuramente di stampo internazionale (ambientata tra il sud America, l’Europa ed il medioriente)... ma con forti radici anche a Roma e in Vaticano.

Come si è svolto il lavoro di documentazione per la scrittura de "La cospirazione degli Illuminati"?

la Sacra Sindone:
la reliquia più importante della Cristianità
Questa domanda mi fa sorridere... Il centralinista della Guardia Svizzera probabilmente si ricorderà di me: ha ricevuto molte mie telefonate e qualche volta mi ha anche risposto. Per il resto, quello che non conoscevo di persona (come l’approfondimento scientifico sulle cellule staminali) me lo sono fatto spiegare da esperti... e poi, a differenza di Le Carré noi abbiamo a disposizione internet... basta sapere dove cercare!

Il thriller sponistico, le cospirazioni... che cosa ti porta verso questo genere letterario e perché?

La mia passione per questo genere. Sembra banale, ma scrivo quello che mi piacerebbe leggere!

Le indagini degli omicidi descritti ne "La cospirazione degli Illuminati" vengono affidati a una giovane donna, Stella Rosati, sulla quale pesa anche la presenza di un padre molto ingombrante. Come è nato questo personaggio?

Stella Rosati è il perfetto mix di due persone realmente esistenti. Una, che ho conosciuto tempo fa, era “oppressa” (credo lo sia tutt’ora) dalla figura ingombrante di suo padre... che però non era un onorevole! La sua storia mi è sembrata carina e l’ho mescolata con la storia di un altro conoscente. In ogni personaggio c’è poi qualcosa di autobiografico... decidi tu cosa.


Sull'urlo di copertina vieni citato come "Il Dan Brown italiano": proprio in questi giorni il celeberrimo autore statunitense torna il libreria con "Inferno". Quanto ti riconosci in questa identificazione?

Il mio libro, per ambientazioni Vaticane, è simile ad Angeli e Demoni. Il mio stile è diretto, senza troppi fronzoli, un po’ come il suo. A parte questo credo che i due libri non abbiano nulla in comune. La storia è completamente diversa... anche se capisco che è necessario, sul piano editoriale, cercare di dare una indicazione al pubblico, soprattutto, come nel mio caso, quando l’autore è poco conosciuto. Sono curioso di sapere cosa scriveranno per il prossimo libro...

Che cosa bolle in pentola?

Tante cose, ci sono ancora tante cospirazioni da raccontare... Certamente ci sarà un nuovo romanzo con alcuni dei personaggi di questo, quasi uno Spin-off. Ci sono poi altri progetti in cui Newton Compton mi sta coinvolgendo ma avremo modo di riparlarne nei prossimi mesi.

Grazie a G.L. Barone per l'intervista. Io vi lascio con il booktrailer de "La cospirazione degli Illuminati":

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