mercoledì 13 marzo 2013

[Recensione]- La biblioteca perduta dell'alchimista di Marcello Simoni

Dopo il successo de "Il mercante di libri maledetti", Marcello Simoni ritorna in libreria, di nuovo con un giallo storico e di nuovo con il suo mercante Ignazio da Toledo. "La biblioteca perduta dell'alchimista", edito dalla casa Newton&Compton, è ambientata nel 1227. 
Ignazio viene convocato dal re Ferdinando di Castiglia ad Andújar, presso Córdoba. La regina Bianca di Francia, zia del re Ferdinando, è stata rapita da un misterioso individuo, che si fa chiamare conte di Nigredo. Ignazio deve indagare sul rapimento e salvare la regina. 
La missione risulta alquanto complicata: l'identità del conte di Nigredo è avvolta dal mistero, di lui non si sa quasi nulla, se non che è un culture delle oscure arti dell'Alchimia. Le poche informazioni sul conto di Nigredo sono state ottenute dal vescovo Folco di Tolosa, durante un esorcismo su individuo ritenuto pazzo, ma che in realtà è stato avvelenato dai metalli esalati durante la forzata prigionia nel castello di Airagne, dove Nigredo ha allestito un enorme laboratorio alchemico. Airagne è anche il luogo in cui la regina Bianca viene tenuta prigioniera, insieme al legato pontificio Romano Frangipane e il luogotenente regio Umbert de Beaujeu. Mentre Ignazio indaga sui misteri di Airagne, suo figlio Uberto tenta di recuperare un libro, il Turba philosophorum, tenuto in custodia presso la rocca di Montségur
Quello di Simoni è un medioevo cupo e freatico, ancora lontano dalla luce del Rinascimento. La superstizione prevale sull'approccio razionale: tutto ciò che non risulta di immediata comprensione viene attribuito all'intervento di forze oscure e incontrollabili. La materia è duttile e trasmuta: il vile metallo può diventare preziosissimo oro. In questo groviglio, Ignazio appare come un "illuminato", un individuo che precorre i tempi e che non può non ricordarci il Guglielmo da Barkerville de "Il nome della Rosa". Notevoli i personaggi femminili. L'intrigante e fatale Bianca di Castiglia, che con una mano svela e con l'altra ordisce la trama dei suoi inganni, e Moira, la donna di cui Uberto si innamora, lasciano potenti suggestioni nella fantasia del lettore. 
Un affascinante affresco, da leggere tutto d'un fiato.


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