domenica 22 dicembre 2013

AURAMALA - IL RE E' VIVO DI IVAN FOWLER. IL SANGUE DEL PLANTAGENETO NELLE VENE DEGLI ITALIANI...






Il mistero mi piace. Chi segue il blog lo sa bene. Mi piace anche la storia e la scienza. Quando tutti questi elementi si intrecciano, non posso rimanere indifferente. E' il caso di AURAMALA (Ivan Fowler, traduzione a cura di Simone Bertelegni e Simone Giugno), romanzo da poco pubblicato dalla associazione culturale Il Mondo di Tels. Non si tratta, in realtà, solo di un bel libro, ma anche e soprattutto di un progetto culturale. Una sfida paleoantropologica che cerca di fare luce sul mistero che avvolge la morte del re Edoardo II. La tradizione vuole che il sovrano sia morto in cattività, dopo essere stato imprigionato nel castello di Berkley ad opera della moglie Isabella di Francia e dal di lei amante, lord Mortimer. La vicenda, ghiotta per i palati affamati di storia, è alla base anche del best seller Mondo senza fine di Ken Follet.
Ad affondare le mani nella controversa vicenda della morte del plantageneto è questa volta Ivan Fowler, musicista e scrittore, e lo fa con la chiave del romanzo. Un libro straordinariamente avvincente, ben scritto e ben tradotto, che suggerisce un epilogo ben diverso rispetto a quello voluto dalla storiografia classica. Come recita il sottotitolo: "Il re è vivo". Scampato alla prigionia forzata, Edoardo II avrebbe finito i suoi giorni come eremita tra i colli dell'oltrepo pavese.
La sua eredità genetica sarebbe ancora presente e rintracciabile nelle popolazioni italiane. Auramala, infatti,è più di un romanzo, ma si configura come una piattaforma multimediale e multidisplinare. Lo studio del DNA mitocondriale, infatti, potrebbe riuscire a rintracciare i discendenti del re Edoardo nella popolazione italiana. 
Io consiglio la lettura a tutti gli appassionati di romanzi storici. Per acquistare in formato kindle, basta cliccare qui.

Ecco la trama:



Il Regno d’Inghilterra è a un passo dalla guerra con la Francia. Edoardo III riesce a finanziare una flotta da sbarco attraverso una linea di credito aperta con sorprendente generosità dai banchieri fiorentini, anche grazie all’intermediazione di un genovese, il ricchissimo Niccolò Fieschi, che dopo appena pochi mesi di permanenza Oltremanica è già riuscito a entrare nel ristretto cerchio degli intimi del sovrano, suscitando invidie e sospetti nell’alta nobiltà inglese. A miglia e miglia di distanza, un misterioso pellegrino gallese, di bell’aspetto e dal portamento elegante, è giunto all’abbazia di Sant’Alberto, non lontano da Pavia, per compiervi un cammino di penitenza. I preparativi di guerra alla Francia e il destino del Gallese, sebbene appaiano due universi distinti, sono in realtà legati fra loro da una misteriosa lettera firmata da Manuele Fieschi, notaio pontificio imparentato con Niccolò. Una copia della missiva viene fornita a John de Ulgham e William de Tels, i migliori agenti segreti della Corona, assieme a un ordine criptico, che li invita a “estirpare la rosa nel giardino dei Fieschi a Pavia”. I due partono perciò per una missione che, dall’Inghilterra al castello di Oramala, sull’Appenino pavese, passando per la Provenza e Genova, li porterà a incrociare le armi con i più efferati sicari d’Europa e soprattutto a ricevere una sconvolgente rivelazione: re Edoardo II è vivo e si cela all’abbazia di Sant’Alberto sotto le spoglie di un fratello converso gallese; di fatto, è prigioniero della famiglia Fieschi, che lo usa come arma di ricatto verso Edoardo III, costringendo quest’ultimo ad approvvigionarsi, con grandissimi esborsi finanziari, di galee, armi e mercenari a Genova in cambio del silenzio sulla vicenda. Per evitare la bancarotta del tesoro reale sembra esserci un’unica soluzione: John de Ulgham e William de Tels devono uccidere il Gallese. Ma un dubbio li tormenta: non si tratta pur sempre di regicidio e di un atto contro chi rende gli uomini re, cioè Dio? Spie, contrabbandieri, duelli cavallereschi, evasioni funamboliche, messaggi da cifrare e decifrare, spietati assassini e complessi giochi di potere rendono Auramala un romanzo mai scontato, avvincente e persino capace di far vacillare secoli di storiografia ufficiale sull’Inghilterra.


lunedì 16 dicembre 2013

[Segnalazione]- Ritorna "La strana giornata di Alexandre Dumas", questa volta in ebook, e con qualche sorpresa...

La diffusione del libro digitale, il cosiddetto ebook, ha suscitato molte discussioni nel mondo letterario. L'universale reperibilità, l'abbattimento dei costi e la possibilità di frequenti rimaneggiamenti rendono stimolante e innovativo questo approccio alla scrittura, alla lettura e all'editoria.
Se ne è accorta tra i primi, quale attentissima osservatrice del mondo della letteratura e della cultura, Rita Charbonnier, scrittrice talentuosa, promotrice di cultura attraverso il suo blog.
Uno dei suoi romanzi più letti, già recensito su questo sito, è "La strana giornata di Alexandre Dumas". 
Il libro non ha bisogno di presentazioni. In questi giorni Rita ce lo propone in una veste completamente rinnovata, sotto forma di ebook, e con una chicca per gli appassionati: la traduzione di un testo inedito di Dumas, a cura dell'Autrice stessa.
Insomma, non una semplice trasposizione digitale del romanzo ma una vera e propria rielaborazione. Il romanzo sarà disponibile dal 16 dicembre 2013.
Ecco il comunicato stampa:


La nuova edizione digitale del più bel romanzo di Rita Charbonnier: un’edizione illustrata e arricchita da uno scritto di Alexandre Dumas padre, inedito in Italia, tradotto dall’autrice.

Un romanzo basato su una storia vera

Parigi, 1843. Alexandre Dumas è un famoso autore di teatro, ma non ancora il romanziere in grado di appassionare schiere di lettori alle avventure dei suoi Moschettieri. Ed è superstizioso: crede nel potere degli amuleti e degli astri.E decide di andare da un astrologo.
Incappa in un’anziana astrologa che tutto sembra tranne una veggente: è troppo raffinata, troppo eccentrica, troppo loquace, e soprattutto sembra conoscere Dumas fin troppo bene.Quella donna, Maria Stella, ha attratto a sélo scrittore con l’inganno.Vuol raccontargli la storia della propria vitaperché lui la eterni in un romanzo.
In effetti la biografia della vecchia signora contienetutti gli ingredienti del feuilleton: scambi nella culla, nobili natali, falsi genitori… nei suoi racconti rivive il mondo dell’Opera, quello della grande nobiltà europea… e non mancano aspetti più profondi: un difficile rapporto tra madre e figlia, l’evoluzione spirituale di una donna che, da bambina abbandonata, in balia delle proprie paure, si è trasformata inuna persona salda e consapevole.
Dumas, “sequestrato” da Maria Stella per un’intera giornata nel corso della quale ascolta i suoi discorsi, legge i suoi diari, mangia ottime pietanze alla sua tavola e beve il suo tè inglese, è affascinato dalla sua personalità, ma più volte prova il desiderio di andarsene e mandarla al diavolo.
Lo farà? Scriverà il romanzo sulla vita di quella strana donna?


In appendice, il capitolo delle Memorie di Alexandre Dumas padre (LXXXII) nel quale lo scrittore racconta la storia vera di Maria Stella Chiappini, che sostenne di essere stata scambiata nella culla con Luigi Filippo d’Orléans, re dei francesi.

Affrettatevi! Per tutto il periodo delle feste l’eBook sarà in vendita al prezzo speciale di € 1,99 – per poi, da metà gennaio, assestarsi su € 4,99.

 

mercoledì 11 dicembre 2013

PIU' DEL VELENO, L'ANIMA - il mio nuovo cortoromanzo da oggi in libreria


Il titolo, prima di tutto. A qualcuno ricorderà il famoso aforisma del poeta Novalis "Di tutti i veleni, l'anima è il più forte".
Volevo raccontare una storia di passioni viscerali e totalizzanti. Passioni malate, anche, che guastassero l'anima dei protagonisti come un veleno letale. 
Ne è nato "Più del veleno, l'anima" (Leone editore): un cortoromanzo che si snoda in due epoche e con due scenari differenti. Da una parte, la Normandia del XV secolo con Carlo VII, un re tentennante, vittima di sogni premonitori e oscuri vaticini, impegnato nella Guerra dei Cento Anni. Il sovrano viene raggiunto dalla sua amante, la bellissima Agnés Sorel, che affronta un viaggio terribile pur essendo prossima al parto. 
Dall'altra, c'è la Trieste contemporanea, una città di frontiera, un crocevia di culture. Un gruppo di scienziati cerca di risalire indietro nel tempo, per comprendere la cause della morte di Agnès Sorel.
Le due vicende scorrono parallele fino a quando non convergono in epilogo comune.
Come sempre, i personaggi frullavano nella mia testa già da un po' (basta leggere questo post, per rendersene conto). Da oggi, il risultato sarà nelle mani dei lettori.

Ecco la trama:

TRAMA – Le Mesnil-sous-Jumièges, anno del Signore 1450. La più famosa cortigiana di Francia, Agnès Sorel, raggiunge il re Carlo VII sulle coste della Normandia, dove il sovrano è impegnato nella sanguinosaGuerra dei Cento Anni. Agnès, soprannominata Dame de beauté per la sua avvenenza, è debole e in avanzato stato di gravidanza. Pochi giorni dopo il suo arrivo, infatti, dà alla luce una bambina e muore tra atroci tormenti. Perché, nonostante i pericoli e le sue precarie condizioni di salute, la Favorita ha deciso di lasciare gli agi del suo castello e raggiungere Carlo VII? Forse si sentiva in pericolo? Agnès, la cui influenza superava di gran lunga quella della regina, aveva molti nemici: tra tutti, il Delfino, il futuro re Luigi XI. La sua morte è avvenuta per cause naturali o si è trattato di omicidio? Oggi, laboratorio di paleopatologia molecolare di Trieste. Un gruppo di scienziati cerca di fare luce sul mistero della morte della Favorita, i cui resti sono stati trasportati nel capoluogo giuliano per essere sottoposti al vaglio di un’equipe internazionale. Mentre si svolgono le ricerche, emerge un’inquietante scoperta: forse la Dame de beautè si è portata nella tomba un segreto molto prezioso...


Un assaggio:


Da quando aveva scoperto che il re la tradiva con quella sgualdrina della de Maignelais, sembrava che nulla importasse più ad Agnès: non il prestigio né i gioielli e neanche il figlio che cresceva dentro di lei! Quell’amore, l’amore per un uomo volubile ed egoista, era un veleno per l’anima della Favorita. Un veleno che forse le sarebbe stato fatale.

lunedì 2 dicembre 2013

[Segnalazione]- Espiazione, il nuovo ebook di Massimo Junior D'Auria



Ricevo e volentieri pubblico la notizia: da pochi giorni è in libreria (virtuale) il nuovo ebook dell'autore partenopeo Massimo Junior D'Auria.

Con Espiazione, Massimo ci trasporta in una affascinante dimensione gotica.


Ecco la trama:
Bjarni Millemorti, huscarlo e fidato consigliere del suo Jarl, è stato designato come comandante di un esercito che dovrà fronteggiare quello di Olaf Senzacasa, un girovago senza terre né titoli che non si fa problemi a depredare i villaggi e a mietere vittime proprio nelle terre del suo signore.
Nel giorno decisivo della battaglia, purtroppo per Bjarni non tutto andrà come preventivato.
Tuttavia non è che l’inizio, da lì a poco avrà modo di scoprire quanto di demoniaco possa essere celato all’uomo. E quanto possa essere lunga la strada dell’espiazione…


Se vi ha incuriosito, per acquistare basta cliccare qui.

lunedì 25 novembre 2013

L'OCCHIO DELLA SCIAMANA, I VEGGENTI DEL RINASCIMENTO E IL IL LABIRINTO OCCULTO

Tutto comincia con l'occhio.
Inutile negarlo: l'occhio svolge un ruolo critico nella comunicazione non verbale. 
Iridi che mandano lampi, che sono torbide come la notte, che fanno innamorare o incutono soggezione.

Il concetto era chiaro anche cinquemila anni fa, come testimonia il ritrovamento della prima protesi oculare mai confezionata, passata alla cronaca come "l'occhio della sciamana". Ritrovato in uno scavo in Iran, l'oggetto apparteneva probabilmente a una sacerdotessa, che indossava l'occhio finto utilizzando una benda, come fosse una specie di piratessa. Lo scheletro della sciamana ha mostrato caratteristiche eccezionali: la donna doveva essere alta oltre un metro ottanta, con il mento sporgente e la pelle bruna. Insomma, all'aspetto androgino, si aggiungeva la protesi inserita nell'orbita oculare vuota (come la sciamana fosse rimasta orba, questo non ci è dato sapere).
Una ricostruzione del
presunto volto della sciamana
La protesi era costituita da una pasta leggera, tipo bitume, rivestita da una sottile lamina d'oro.
Immaginiamoci, dunque, questa sacerdotessa, alta una spanna più delle donne e degli uomini della sua epoca, che incede altera, con l'occhio d'oro che rimanda bagliori. Al suo passaggio doveva calare un silenzio assoluto, colmo di attesa.

Il ritrovamento della sciamana, come sapranno i culturi di scienze e antropologia, non è cosa recente. Risale al 2007, più o meno.
Quando ho cominciato a scrivere IL LABIRINTO OCCULTO, ho pensato di introdurre un elemento sovrannaturale all'interno del plot narrativo. 
Nei miei precedenti romanzi non ho mai voluto inserire alcun dato che non fosse scientificamente o storicamente spiegabile.
Ma i secoli XV e XVI, come è noto, pullulavano di veggenti. Per Carlo VII, il re Vittorioso, fu Giovanna d'Arco, la pastorella che lo spronò a ingaggiare la guerra contro gli inglesi per difendere le coste normmanne. 
Per la regina  Caterina de'Medici, l'italiana finita sul trono di Francia, il veggente di riferimento fu Nostradamus, il quale predisse la morte del re Enrico II in un torneo cavalleresco e il successivo declino della dinastia Valois (per approfondire, potete cliccare qui).
Ne IL LABIRINTO OCCULTO avevo, tra i personaggi di spicco, una regina: Anna di Bretagna. E anche un castello, quello di Blois, dove fu consacrata proprio Giovanna d'Arco. Come resistere alla tentazione di creare una veggente, una creatura capace di leggere tra le pieghe del destino?
Impossibile resistere. Ed ecco che, al momento di delineare il personaggio di Marie (la veggente, appunto), è emersa dal sedimento delle mie letture proprio la sciamana dall'occhio d'oro.
La sciamana si è, dunque, mescolata all'impasto che ha prodotto la figura di Marie.
Ne è scaturito un personaggio androgino, carico di un'ambiguità sofferta, quasi incapace di gestire il peso del proprio dono.
E gli occhi di Marie, a loro modo, mandano bagliori simili alla protesi oculare della antica sacerdotessa.  

Ecco un brano dal romanzo:

Lei si sollevò, rimanendo in silenzio per qualche istante.
La luce del crepuscolo era penetrata nella tenda e l’ombra di Marie si allungava alle loro spalle.
«Io vigilerò affinché si compia il tuo destino, mio signore» ora la voce della donna era diventata sottile, quasi infantile. «In cambio voglio solo una cosa… Tienimi con te. Al tuo servizio. Per sempre.»

lunedì 18 novembre 2013

[Intervista] - Il fascino delle civiltà precolombiane nel romanzo "Oro, sole e sangue" di Matteo Bruno

Matteo Bruno, compagno di cordata alla Leone editore, è un giovane e promettente scrittore con una grande passione per la Storia. Vive a Perugia, città d'arte tra le più belle della nostra penisola.
Il suo ultimo romanzo "Oro, sole e sangue" racconta l'epica conquista del Nuovo Mondo da parte degli spagnoli: una colonizzazioione che ha comportato un immenso spargimento di sangue e il tramonto delle splendide civiltà precolombiane.
Matteo ha accettato di rispondere ad alcune domande per i lettori del blog.

Matteo Bruno, scrittore con la passione della storia. Ti va di presentarti brevemente agli amici de "La vibrazione nera"?

Sono nato a Perugia sotto il segno del Leone 33 anni fa, città nella quale vivo tuttora. Dopo la laurea in Scienze Politiche ho collaborato per alcuni anni con l’Università e attualmente insegno in corsi specialistici dedicati alla conoscenza dell’Unione Europea. Oltre all’attività di scrittura – la mia vera passione – faccio però anche parecchie altre cose, tra le quali ne citerò una soltanto: al momento partecipo alla produzione di un documentario sulle ferrovie umbre, in particolare sulla dismessa e spettacolare Spoleto – Norcia. Quanto al mio amore per la storia, non posso negarlo; è una “malattia” che affligge tutta la famiglia.

Il tuo romanzo d'esordio "Le ali del falco" racconta le vicende del cavaliere Manuel D'Antognolla. La vicenda, ambientata nel medioevo, si snoda in parte nel territorio umbro e in parte in terre straniere. Come è nata l'idea di scrivere questa storia e come sei arrivato alla pubblicazione?

“Le ali del Falco” è nato essenzialmente dal desiderio di scrivere una storia tutta mia dopo aver letto svariati romanzi di autori famosi. Ricordo che lo scrissi di getto, in poco più di due mesi (parliamo di un tomo piuttosto poderoso), proprio perché avevo una gran fretta di arrivare in fondo ed iniziare a farlo leggere ad amici fidati. Si tratta del classico romanzo storico, che intreccia un protagonista di fantasia ad altri reali, con molta azione e ben due grandi battaglie. L’idea di legare la storia locale a quella internazionale, ossia la Guerra dei Cent’Anni tra Francia e Inghilterra, è stata ben ponderata, tanto che ho scelto il periodo nel quale ambientarlo proprio a causa dei molti spunti disponibili sui due fronti; in pratica, ho voluto scrivere una storia che potesse essere spendibile sia sul territorio che al di fuori, e devo dire che il mio primo scritto mi ha dato molta soddisfazione. Come sono arrivato alla pubblicazione? Piuttosto semplicemente, direi. Come fanno gran parte degli esordienti, ho mandato il manoscritto ad alcune case editrici (non molte, per la verità), e ho accettato la prima proposta che mi è stata fatta. 

Il romanzo "Oro, sole e sangue", fresco di stampa per i tipi della Leone, è incentrato sulla figura di Giovanni Giustiniani, figlio illegittimo e omicida, che fugge nel Nuovo Mondo per scampare alla legge. Un racconto epico che annovera tra i suoi protagonisti anche Hernan Cortés e nel quale si racconta di come, con efferatezza e grande spandimento di sangue, venne conquistata la civiltà azteca. Come si è svolto il lavoro di documentazione e quanto tempo ti ha impegnato?

Per rispondere a questa domanda devo fare una premessa: pur non essendo un esperto dell’America Latina, sono sempre stato affascinato dalla spedizione di Cortés e da come pochi uomini siano riusciti a far collassare un impero. Furono favoriti in realtà di una serie di circostanze incredibili tanto che, dopo aver scritto “Le ali del Falco” ed essermi messo alla ricerca di un evento storico di prima grandezza che potesse far da cornice ad un’altra avventura, il pensiero mi è andato subito alla spedizione di Cortés. Come detto però non ero affatto un esperto della materia, né della cultura dei popoli precolombiani, tanto che inizialmente mi sono trovato di fronte a grosse difficoltà, tali quasi da farmi rinunciare al progetto. A poco a poco però mi sono documentato, acquistando libri dedicati all’argomento e facendo ricerche in rete. Insomma, dar luce ad “Oro, Sole e Sangue” ha richiesto un lavoro di documentazione molto più accurato rispetto al mio precedente romanzo (non perché il primo non fosse accurato, ma semplicemente perché padroneggiavo meglio la materia!), e anche una quantità di mesi molto maggiore. Certo ho dovuto fare piccoli aggiustamenti in grado di rendere il racconto più fluido, sfoltendo, ad esempio, le scene troppo ripetitive e semplificando alcuni aspetti. Se alla fine il tutto è riuscito, lo giudicheranno i lettori. 

Quali sono  i tuoi riferimenti letterari e quanto hanno pesato nel plasmare il tuo stile?

ritratto di Cortés, uno dei personaggi
del romanzo "Oro, Sole e Sangue"
Direi che hanno pesato parecchio. I miei riferimenti letterari sono molteplici, ma mi limiterò a citare i due più importanti, un italiano e uno straniero: Valerio Massimo Manfredi tra i primi e Bernard Cornwell tra i secondi. In particolare quest’ultimo, con le sue saghe medioevali di Excalibur e del Santo Graal, mi ha ispirato nella scrittura del mio primo romanzo. Beninteso, mi piacciono molto anche altri scrittori di genere, ma non posso citarli tutti!

Finora la tua produzione letteraria si è rivolta principalmente al romanzo storico. Hai mai pensato di cimentarti con un altro genere letterario?

A dire il vero, no. I miei sono romanzi storici d’avventura e forse un giorno scriverò un romanzo d’avventura ambientato ai nostri giorni anziché nel passato, ma per il momento non è in calendario. Quanto a cambiare completamente genere, per ora non ci penso, un giorno, chissà…

Raccontaci il tuo laboratorio creativo. Cosa bolle in pentola?

Diciamo che sto vivendo la fase di standby tra un’opera e l’altra. Infatti ho recentemente terminato  un nuovo manoscritto e sono in attesa di valutazione da parte della Casa Editrice; per scaramanzia non dirò di cosa parla, ma accennerò solo al fatto che è ambientato nell’Italia centrale di molti, molti, secoli fa… Spero di poter presto aggiornare i lettori de “La vibrazione nera” anche a questo proposito. Ovviamente sto già raccogliendo le idee per il successivo, ma su questo vige il riserbo più assoluto!

Grazie a Matteo e, per chi voglia sapere di più sul suo romanzo, questo è il link della pagina facebook dedicata al libro. 

mercoledì 13 novembre 2013

[Recensione]- Agatha Raisin e la giardiniera invasata

Terzo episodio per la saga della ultracinquantenne Agatha Raisin, ex incallita PR ormai in pensione in una quieta e sonnolenta (in apparenza) cittadina dei Costwolds.
La protagonista, frutto della fervida fantasia della scrittrice inglese MC Beaton, nel romanzo "Agatha Raisin e la giardiniera invasata" si trova alle prese con una grossa grana. 
Appena tornata da una vacanza, la ruvida Agatha scopre che nel paesino è giunta una nuova inquilina: Mery Fortune. Omen Nomen, come dicevano gli antichi: Mery sembra possedere tutte le fortune. Ricca, intelligente, sexy e con la battuta pronta, Mery non ci mette molto ad accattivarsi le simpatie dei maschi del quartierino, compreso James Lacey, il colonnello in pesione da sempre spasimato da Agatha. 
La nostra eroina, manco a dirlo, si mette subito in competizione con la seduttiva straniera. Ma la guerriglia tra le due si svolge secondo le "non regole" di Agatha: visto che James pare sensibile alle abilità di giardiniera manifestate da Mery, la Raisin si organizza per mettere su un giardino rigoglioso, ma senza sporcarsi neanche un po' le unghie di terra. Complotta con un suo ex dipendente, Roy Silver, affinché le procuri le più belle piante in circolazione per spacciarle come sue creature.
Lady Head Vases dal blog "First Come Flowers"
Lo stratagemma di Agatha servirà a poco. La sua rivale, Mery Fortune, viene trovata morta ammazzata, con le gambe sospese in aria e la testa conficcata in un vaso.
Insomma, la giardiniera invasata a cui si fa riferimento nel titolo.
L'attitudine investigativa di Agatha si scatena. Trascinandosi dietro James Lacey, Agatha comincia a ficcare il naso dappertutto pur di stanare il perfido assassino.
Ovviamente emergeranno scomode verità sepolte e ovviamente Agatha rischierà di rimetterci la pellaccia. 
Trama gialla pressoché inconsistente, ma libro reso irresistibile dalla verve umoristica di Agatha e dal susseguirsi di spassosissime gag. 

sabato 9 novembre 2013

[Segnalazione]- Halloween all'italiana, finalmente l'ebook



E' terminato Halloween, ma la festa continua. E' da poco uscito, per gli appassionati del genere horror e fantastico, l'ebook "Halloween all'italiana". Il volume raccoglie i racconti selezionati nell'omonimo concorso, lanciato qualche settimana fa dal sito Letteratura Horror.

Copio e incollo dal web:

Acquista a 3,99€ l'ebook “Halloween all'Italiana” edito da CIESSE Edizioni e fai beneficenza alla Biblioteca Nazionale Ciechi ”Regina Margherita Onlus”. All'interno dell'ebook i migliori racconti del contest di Letteratura Horror (clicca e leggi la lista) e racconti-guest di Alda Teodorani, Nicola Lombardi, Ivo Gazzarrini, Stefano Fantelli, Luca Filippi, Mauro Saracino e Diego Di Dio

E' in vendita l'ebook Halloween all'Italiana, una raccolta dei migliori racconti presentati per l'omonimo concorso di Letteratura Horror, edito dalla CIESSE Edizioni e acquistabile al prezzo di 3,99€ a questo link.
Tutti i ricavati provenienti dalla vendita, come da regolamento, saranno devoluti in beneficenza alla Biblioteca Nazionale per i Ciechi ”Regina Margherita Onlus” di Monza.
All'interno dell'ebook troverete, quindi, le migliori 51 storie di terrore su Halloween all'Italiana giunte in redazione e presentate per il concorso e, ennesima super-sorpresa per tutti voi, sette racconti scritti da altrettanti scrittori affermati del calibro della regina dell'horror italiano, Alda Teodorani (con il racconto Halloween di follia); del novellizator di Dario Argento, Nicola Lombardi (Una volta all'anno); dello sceneggiatore Ivo Gazzarrini(Halloween rosso sangue); e degli scrittori Stefano Fantelli (Appuntamento alla quercia centenaria), Luca Filippi (La notte delle assenze), Mauro Saracino (Festa rituale) e Diego Di Dio (Streghe che sognano scatole cinesi).


Come vedete ci sono anch'io, con un racconto ambientato nel castello di Gorizia, nella notte di Ognissanti. Una strega, un'antica vendetta e, come di regola, anche un fantasma che sbuca dal passato.

Curiosi?

Buona lettura!

lunedì 4 novembre 2013

IL LABIRINTO OCCULTO, ATLANTIDE E I SEGRETI DEL MANOSCRITTO VOYNICH

Wilfred Voynich
Il manoscritto Voynich (attualmente conservato all'Università di Yale) è un rompicapo su cui si stanno concentrando le attenzioni di tanti studiosi sin dal ritrovamento del libro, ad opera dell'antiquario americano Wilfrid Voynich nel 1912.
Il volume faceva parte della biblioteca del collegio gesuita di Villa Mondragone a Frascati. Che il libro fosse particolarmente strano e prezioso, Voynich lo comprese subito: tra le pagine ingiallite, infatti, rinvenne una lettera di Johannes Marcus Marci, medico reale dell'imperatore Rodolfo di Boemia
L'imperatore Rodolfo, amante delle scienze e dell'esoterismo, aveva acquistato la reliquia per un prezzo esorbitante, ritenendo che fosse un'opera di Ruggero Bacone

Il manoscritto è di dimensioni piuttosto ridotte: 16 cm di larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore. Consta di 102 fogli, per un totale di 204 pagine. La rilegatura porta tuttavia a ritenere che originariamente comprendesse 116 fogli e che 14 si siano smarriti. Si articola in diverse sezioni (botanica, astronomica, biologica e farmacologica). 
E' scritto in una lingua tuttora non decifrata, nonostante i numerosi tentativi, e, cosa unica per un manoscritto, non presenta alcuna cancellatura o correzione.
Tra le illustazioni, ci sono le immagini di donne immerse in vasche d'acqua tanto da far immaginare che il testo potesse essere attribuito agli eretici Catari e che vi fosse rappresentato il rituale dell'enduro.

Oggi è pressoché accertato che il volume sia un falso, costruito appositamente per incuriosire l'imperatore Rodolfo ed estorcergli un'ingente somma di denaro. Per quanto riguarda la datazione, il riscontro di un'immagine del tutto simile al girasole fa supporre che la data di composizione debba essere successiva al 1492.

Un volume tanto misterioso (è stato definito il manoscritto più misterioso del mondo) ha acceso la fantasia di molti narratori. 

Il grande Valerio Evangelisti nella Trilogia Nostradamus usa il manoscritto Voynich come riferimento per l'Arbor Mirabilis, un testo esoterico al centro di una complessa trama. 
Il Vonich è anche al centro del romanzo Il manoscritto di Dio e, in questo caso, il misterioso testo risulterà il viatico per raggiungere il Giardino dell'Eden.

Più recentemente i segreti del Voynich sono stati ripresi anche nel libro "I custodi della pergamena proibita" (Aldo Gritti). Secondo lo stesso Evangelisti, che parla del romanzo sulle pagine del webpress Carmilla, quella di Gritti sarebbe l'interpretazione più convincente e persuasiva (sebbene proposta in chiave romanzata) dell'impenetrabile manoscritto: un testo contenente informazioni in codice miste a numerosi brani "non senso".

Non essendo immune al fascino dell'esoterico, ho voluto anch'io incentrare il mio ultimo romanzo "Il labirinto occulto" sui misteri del Voynich. L'idea che il manoscritto potesse avere un qualche legame con la perduta civiltà di Atlantide mi venne suggerita da una distratta lettura dell'articolo web "A volcano in Voynich?". Il pezzo, depositatosi nel mio subconscio, si è progressivamente mescolato con altre informazioni fino a che ne è scaturita una trama nel quale trovassero spazio non solo il misterioso manoscritto, ma anche le 14 pagine mancanti e la perduta civiltà di Atlantide.

Sono certo che, al di là delle evidenze scientifiche che dimostrano che il Voynich è un falso, gli autori continueranno ad appassionarsi e a creare storie su questo affascinante codice segreto.

giovedì 24 ottobre 2013

[Segnalazione]- Eventi Bizzarri, il nuovo romanzo di Luigi Milani e Alexia Bianchini

Ricevo e volentieri pubblico la segnalazione di questa nuova uscita dell'amico Luigi Milani a quattro mani con Alexia Bianchini per i tipi de La Mela Avvelenata.

La casa editrice La Mela Avvelenata è orgogliosa di presentare Eventi Bizzarri, il primo romanzo scritto a quattro mani da un nuova coppia di autori, Alexia Bianchini e Luigi Milani. Si tratta di un romanzo che sfugge alla facili etichette: noir, horror, erotico… Sarà il lettore a giudicare, al di là delle sterili divisioni di genere.
 EVENTI BIZZARRI
Non puoi sfuggire alla tua arte, non puoi sfuggire all’ombra che insegue il tuo passo.

La trama
Daniele Bizzarri, un tempo fascinoso autore di successo, ora alcolista perso e spiantato, si trasferisce dalla capitale in uno squallido paesino del centro Italia. Arroccato in una vecchia casa di campagna piena di spifferi e ragnatele, in fuga dalla ex moglie e dai tanti creditori, è in cerca dell'ispirazione perduta. Tra incontri al calor bianco con le bellezze locali e contatti inquietanti con misteriosi personaggi dediti all'occultismo, lo scrittore non solo non migliorerà la propria situazione personale, ma precipiterà in terribili incubi... 

Se vi siete incuriositi, potete acquistare cliccando qui.
Buona lettura!

lunedì 14 ottobre 2013

[Recensione]- La sentinella del papa di Patrizia Debicke, ovvero il Rinascimento nel segno dell'Ankh

Quando uno nasce sotto una cattiva stella, poi è difficile togliersela di torno. Forse è il caso di Giovanni Burcardo, vescovo e primo cerimoniere pontificio, prima al servizio di papa Borgia e poi al seguito di Giulio II
Anche a causa del suo “Diario”, dove il prelato critica aspramente i costumi disinvolti della casata Borgia, la figura del cerimoniere è rimasta avvolta da un'aura sinistra.
Burcardo. o meglio il suo cadavere, si ritrova nell'incipit del romanzo “La sentinella del papa” (Todaro editore), ultima fatica della scrittrice italo-lussemburghese Patrizia Debicke, romanziera eclettica che vanta una vasta e poliedrica produzione letteraria (tra tutti citiamo L’oro Medici e L’uomo dagli occhi glauchi).
Burcardo, in questo romanzo, è una vittima. Una mattina dell’anno del Signore 1506, sotto il pontificato di Giulio II, il vescovo viene trovato morto ammazzato nel suo palazzetto a piazza Argentina. Accanto a lui, una cortigiana, anche lei barbaramente uccisa. Sul torace del morto è stato inciso un simbolo, che una mano esperta ha disegnato sulla carta velina della pelle dell’anziano cerimoniere. Il simbolo dell’Ankh. Un segno antico, che rimanda a culti pagani. 
il simbolo dell'Ankh, inciso sul cadavere
del vescovo Burcardo
A indagare sull’omicidio viene chiamato Julius von Hertenstein, valoroso soldato ma anche fascinoso uomo di lettere. Nel corso della sua indagine, von Hertenstein riesce a smascherare una congrega di fanatici, dediti a sanguinose messe nere durante le quali vengono sacrificate vergini innocenti. Mentre è sulle tracce degli assassini, la sentinella del papa scopre che un misterioso individuo sta organizzando un attentato ai danni della figlia del pontefice, madonna Felice della Rovere, le cui nozze sono imminenti.
Abituale frequentatrice delle corti rinascimentali, la Debicke ci conduce in una Roma ricostruita con perizia e amore per la Storia. Un affresco straordinariamente vivido, in cui il lettore incontra una carrellata di personaggi di prim’ordine: la scaltra Vannozza Cattanei, la madre del Valentino, la divina Imperia, la più celebre cortigiana del Cinquecento, e anche Michele Corella, il boia di Cesare Borgia, passato poi alla Repubblica di Firenze.
Una lettura impedibile per gli appassionati del genere. 

mercoledì 2 ottobre 2013

[Segnalazione]- Il concorso "Halloween all'italiana" di Letteratura Horror

Il portale Letteratura Horror, ormai diventato un riferimento per moltissimi autori di "genere", lancia il concorso "Halloween all'Italiana". Un progetto che mi sta particolarmente a cuore, per due ottimi motivi. Primo, i migliori racconti verranno inclusi in un'antologia edita da CS edizioni e i proventi delle vendite saranno devoluti alla Biblioteca Nazionale Ciechi.
Secondo motivo per cui ho a cuore questo progetto: mi è stato chiesto di partecipare come "guest star". Potrei mai rifiutare? Per cui, fate come me: cominciate a lambiccarvi il cervello e a buttare giù una storia in "soli" 6000 caratteri.
Di seguito uno stralcio del regolamento, che trovate per intero cliccando qui.

Dopo una lunga attesa ecco a voi il nuovo concorso per racconti inediti di Letteratura Horror “Halloween all'Italiana”. Scrivi il tuo racconto di 6000 battute su Halloween e vinci libri e la pubblicazione sull'ebook “Halloween all'Italiana 2013”! Invia anche la tua illustrazione. Vedi la lista dei racconti giunti in redazione
Come già abbondantemente anticipato sulla nostra Pagina Ufficiale di Facebook, oggetto del prossimo e nuovissimo concorso di Letteratura Horror sarà la festività di Halloween.
Come tutti sappiamo Halloween è una festività che affonda le radici nella cultura celtica e anglosassone (ancora prima anche romana con la festa dei morti chiamata Parentalia), ma che oggi si è diffusa un po' in tutto il mondo anche in Italia dove – come da tradizione cattolica – coincide con un'altra suggestiva festività, ovvero il giorno di Ogni Santi.
Da sempre, quindi, Halloween ha attirato l'attenzione di noi amanti dell'horror.
Noi qui vogliamo creare, però, qualcosa di nuovo e diverso dal solito vogliamo sdoganare questa festa anche come genere letterario, non solo quindi commerciale, e italianizzarla grazie alle vostre storie, ai vostri racconti, al vostro terrore, quello vero, che abbia come oggetto o soggetto o sfondo o quant'altro la notte stregata tra il 31 ottobre e il 1° novembre.

lunedì 30 settembre 2013

[Recensione] - I peccati del papa di Fabio Delizzos, ovvero c'era una volta (e c'è ancora) il romanzo d'appendice


Dopo il successo dei suoi romanzi (La setta degli alchimisti, La cattedrale dell'Anticristo, La loggia nera dei veggenti), tutti pubblicati da NewtonCompton e tutti premiati dal pubblico e dalla critica, Fabio Delizzos ci regala una nuova prova letteraria.
"I peccati del papa" è un romanzo suddiviso in puntate, scaricabile online in tutti i principali siti di vendita.
Si tratta di un vero e proprio feuilleton, confezionato a regola d'arte da Delizzos, con tutti gli ingredienti necessari per incatenare il lettore alla pagina.
Il racconto prende le mosse a Venezia, nel XVIII secolo, e si entra subito "in medias res". Il barone Bellerofonte Castaldi, notaio criminale, è impegnato a dare la caccia a un pericoloso malvivente. Un assassino, un necrofilo che si accanisce sul corpo di giovani donne.
Bellerofonte riesce ad assicurare l'omicida alla giustizia, anche grazie a un bagaglio non comune di conoscenze. Pur essendo un uomo di legge, il barone Castaldi ha ereditato dal padre l'interesse per le scienze naturali. Ha una vasta cultura, che comprende anche l'anatomia e l'alchimia.
Ma nel cuore di Castaldi è nascosto un segreto: il dolore per la perdita della moglie, che si è tolta la vita. La lunga ombra della colpa segue Bellerofonte, a ogni passo.
Per le sue eccezionali doti investigative, Castaldi viene chiamato a Roma, per indagare su una serie di orribili delitti. Un bambino castrato viene trovato morto, dissanguato da un violentissimo salasso. 
Il piccolo cadavere è stato ritrovato da una giovane ed eccentrica aristocratica, che gira per la strade di Roma, all'alba, vestita da uomo, per portare a spasso il suo cane Anubi.
L'indagine porterà Bellerofonte a contatto con il mondo dei cantori castrati. Un universo in cui la perfezione della voce si intreccia con disperazione e sordidi segreti.
Un thriller di prim'ordine, in cui alla tensione del ritmo narrativo si aggiunge il valore della prosa di Delizzos, sempre efficace e curata, senza la minima sbavatura.
E per sapere il resto, come si dice, bisogna attendere la puntata successiva...

Il mio segnalibro:
"Aveva le labbra cariche di rossetto e sorrideva al pubblico, trionfante sotto una cascata di petali.
Un evirato cantore.
Un castrato di Dio."


lunedì 23 settembre 2013

[Intervista]- Corrado Spelli e i misteri del dipinto maledetto

Corrado Spelli è un nome d’arte dietro al quale si cela l’ultima rivelazione editoriale della casa Newton Compton. Il suo romanzo d’esordio “La stanza del dipinto maledetto” è un thriller che si dipana su due piani narrativi: la Perugia del XVI secolo e quella del XXI. Un romanzo che tiene il lettore inchiodato alla pagina fino all’intrigante epilogo.
Di Corrado Spelli sappiamo che è nato a Medicina, vicino a Bologna, nel 1974 e che è socio di un’agenzia di comunicazione.
Per saperne di più sul conto dell’Autore, ho contattato Corrado proponendogli alcune domande per il lettori del blog.

Iniziamo da te: Corrado Spelli, come si legge sul tuo sito, è un nome d'arte. Ci puoi raccontare qualcosa di te e spiegarci il motivo per cui hai scelto un "nom de plume"?
Abito a Medicina, in provincia di Bologna, paese noto (?) come sede di uno più grandi radiotelescopi al mondo, la Croce del Nord, dove si lavora al progetto Seti per la ricerca di intelligenze extraterrestri. Città, oltretutto, citata nella Divina Commedia (Pier da Medicina).
Con questo voglio dire che paranormale e letteratura, qui da noi, si collegano bene. A parte gli scherzi faccio il giornalista e lavoro in un'agenzia di comunicazione. Adottare il nome d'arte è stato un consiglio della casa editrice e posso dire che ci si abitua facilmente.   

Il tuo romanzo "La stanza del dipinto maledetto" pubblicato con la NewtonCompton è un thriller con una forte matrice esoterica: passato e presente si intrecciano per portare il lettore alla soluzione dell'enigma. Come è nata l'idea alla base di questo libro?

Non mi ero fatto una scaletta, l'idea iniziale era quella di un romanzo di genere paranormal ambientato in Italia, senza alcuni personaggi ormai abbondantemente usati in questi ultimi anni: vampiri, fantasmi, zombie... Una volta individuata la figura dell'uomo che ha venduto l'anima al diavolo, ho cominciato a costruirci attorno una storia. Tutti i capitoli storici, ad esempio, nella prima stesura non c'erano, le vicende storiche venivano narrate dai protagonisti al giorno d'oggi. Solo in seguito ho deciso di creare l'alternanza narrativa tra le due epoche, questo per dare un respiro più ampio al romanzo. Alcuni hanno apprezzato, altri meno, dipende dai gusti.  

Come si è svolto il lavoro di documentazione e quanto ti ha impegnato?

E' stato abbastanza impegnativo, nonostante il mio non sia propriamente un romanzo storico volevo evitare errori grossolani, per cui mi sono documentato per bene. Per fortuna, data la passione di mio padre per l'arte e l'antiquariato, non mi mancano le fonti bibliografiche. Per il resto, mentre lo scrivevo, sono stato a Perugia per qualche giorno, era doveroso un passaggio nelle strade che avrebbero ospitato i miei protagonisti.

Cosa significa per te scrivere? Esistono dei momenti particolari o alcuni stati d'animo più propizi al processo creativo?

Il pensiero di potermi svegliare ogni mattina e mettermi seduto davanti al computer a scrivere romanzi è ancora un sogno, però ho la testa molto dura e qualche risultato sta arrivando. Il mio processo creativo ha bisogno di caffé e silenzio, al limite musica strumentale, molto tranquilla. Per il resto meglio il pomeriggio del mattino, ottima la notte, se gli occhi reggono. Per la verità, fin quando non si riesce a fare di quest'arte un mestiere, bisogna adeguarsi a tutto, questo romanzo è nato di notte, di sabato, di domenica, in vacanza. Ora, per fortuna, mi sto ritagliando un po' di tempo anche durante il giorno per poter scrivere con maggior continuità e in orari "umani".

Work in progress: ci puoi raccontare che cosa bolle in pentola?

Il primo pensiero va al desiderio di chiudere questo romanzo, chi l'ha letto avrà capito che non può finire così. La seconda parte è quasi pronta, sarà la casa editrice a decidere se continuare, ovviamente è un discorso di vendite. A parte questo sono a buon punto nella stesura di un nuovo libro, una storia che mi sta molto a cuore, ambientata dalle mie parti, che si dipana in quattro diverse estati, 1944, 1985, 2006, 2013. 

Grazie a Corrado, per la disponibilità. Potete visitare il suo sito cliccando qui.

Vi lascio il booktrailer de “La stanza del dipinto maledetto”.

sabato 21 settembre 2013

[Recensione]- Agatha Raisin e il veterinario crudele di MC Beaton

Seconda avventura della terribile Agatha Raisin, cinquantenne che, dopo una carriera di successo come pierre, decide di mollare tutto per ritirarsi in un delizioso cottage in campagna.
Dopo il primo episodio della serie, in cui la nostra eroina era alle prese con una torta avvelenata, qui Agatha è indecisa se rimanere a oziare a Carsely oppure rituffarsi nella bolgia della metropoli, riprendendo l'attività. Viene contattata da un suo ex collega, anche lui pensionato pentito, che la vorrebbe come socia.
Per fortuna, a vegliare su Agatha c'è il buon Bill Wong (poliziotto di quartiere), che le mette la pulce nell'orecchio e la esorta a essere prudente. 
Mentre la protagonista tenta di districarsi dai tentacoli di una proposta truffaldina, deve vedersela anche con James Lacey, il vicino di casa da lei spasimato, e con il nuovo fascinosissimo veterinario. Quest'ultimo, uomo dallo sguardo ammaliante, diventa molto popolare tra le signore di Carsely. Anche Agatha ne rimane stregata e decide di portare il suo gatto (sanissimo) in visita.
All'esame clinico del felino segue un invito a cena da parte del veterinario, con relativo dopocena quasi a luci rosse. Il "quasi" è d'obbligo, visto che Agatha, che non frequenta uomo da molto tempo, se la dà a gambe levate.
Agatha è cresciuta nei sobborghi di Birmingham
Fatto sta che, poco dopo il mancato congresso carnale, il bel veterinario viene trovato morto nella stalla di un Lord. Sembra un incidente, ma Agatha Raisin non ne è persuasa e comincia a indagare.
Un po' per vincere la noia, un po' perché trascinato dal carisma di Agatha, anche il recalcitrante vicino, James, decide di associarsi nelle indagini.
Un romanzo leggero, ben scritto, con un ritmo davvero sostenuto, che dimostra tutta la sagacia dell'autrice MC Beaton. Attenzione, però: in questo libro non troverete delitti efferati e complesse indagini alla CSI. Piuttosto, Agatha vi intratterrà con esilaranti gags, nelle quali mostra tutta la goffagine di una cinquantenne che si improvvisa detective.
E lei, che ha nel sangue la scaltrezza di chi ha vissuto nei sobborghi di Birmingham, riesce a dipanare un'intricata matassa di pruriginose bugie fino all'esilirante rivelazione della verità.

martedì 17 settembre 2013

[Intervista]- Christina Anagnos, una scrittrice noir per raccontare l'anima delle donne

È una donna e scrive per le donne. Christina Anagnos, autrice dall’impronta internazionale, ha vissuto in diversi paesi europei, mettendo radici in Italia. Ma è greca e di questa sua origine ellenica va molto fiera.
Ha scritto un romanzo “Prima o poi ti ammazzo”, pubblicato su Amazon, che è diventato un vero e proprio successo del passaparola. Poi è stata scelta tra i partecipanti al concorso Youcrime con la novella “Odore di buio” e si è trovata fianco a fianco con il grande maestro del noir Enrico Pandiani.
Christina ha riposto alle domande di quest’intervista per i lettori de “La vibrazione nera”.

Christina Anagnos, scrittrice noir o scrittrice "tout court"? Puoi spiegarci cosa significa per te scrivere e come ti sei avvicinata a questa attività?

Per scrivere mi ispiro sempre alla cronaca. Immagino che questo significhi che sono più vicina al noir considerando le notizie che leggiamo tutti i giorni… Scrivo da quando ero adolescente. Inizialmente scrivevo per me, per vedere i miei pensieri sulla carta e per esercitare la mia immaginazione. Adesso scrivo per  essere letta. Essere letta per far pensare, portare temi scomodi in evidenza, aprire gli occhi delle persone e tenere mio cervello in forma. Il commento più bello che ho mai ricevuto da un lettore era "tuo libro è stato una bella sberla".

Il tuo romanzo (disponibile su amazon) "Prima o poi ti ammazzo" è incentrato sul tema del femminicidio. Come mai hai deciso di cimentarti con questo difficile argomento?

Ho avuto un padre esemplare, ho un fratello meraviglioso ed un compagno fantastico. Per me la violenza domestica è come una guerra, come il cancro. Finché non ti succede o non la vedi in torno pensi che non esista. Invece esiste ed è democratica, può capitare a chiunque. Ho avuto due amiche vittime, in fasi diverse della mia vita, ragazze come me, che “non gli mancava niente”, con compagni “perfetti”. La sudditanza psicologica è una malattia e va curata, però rimane sempre un tabù. Nel mio piccolo, quello che posso fare è parlarne, scrivere, portarlo in evidenza. Umilmente. Tutto qui.
“Prima o poi ti ammazzo” è partito come uno scherzo, e ha venduto più di mille copie da Aprile. Ogni recensione, positiva o critica, è un regalo enorme per me.

In questi mesi è stato pubblicato da Einaudi il ciclo noir, a firma di Massimo Carlotto e Marco Vitetta, dal titolo "Le vendicatrici". Donne che se la sbrigano da sole, vendicandosi dei soprusi subiti. Che cosa pensi di questo esperimento letterario?

L'ho letto durante le vacanze estive, mi è piaciuto molto. So che suona male, ma credo che farsi giustizia da soli, a volte, potrebbe risultare più efficiente come risposta ad un crimine. La parola vendetta è collegata con la criminalità, ma va analizzato bene quando, a volte, potrebbe essere vicina alla auto difesa. Anche come terapia per quello che l'ha subita.

Il tuo racconto "Odore di buio" è stato inserito in coda alla novella "Karima" del noto giallista Enrico Pandiani in uno dei volumi della collana Youcrime. Come è nata questa collaborazione e cosa ha significato per te?

Sono stata contattata da Rizzoli perché mio self publishing ha avuto successo e perché mi ero occupata personalmente della promozione del mio primo romanzo "Prima o poi ti ammazzo". È bello vedere che gli editori seri fanno scouting tra quelli che si auto pubblicano. Alla fine, il web non mente sulle valutazioni ed il mondo editoriale, che sarà saturo ed in crisi, inizia a guardare a canali innovativi. Io penso che se uno scrive veramente bene, alla fine ce la fa. Sono una giallista romantica forse ;)
You Crime è un concorso letterario tra esordienti (ogni lettore può votare il suo racconto condividendo il profilo dell’autore nei social network), una esperienza per me bellissima. Karima per il momento è l’ebook più venduto tra i quattro libri in concorso, ed io sono la seconda tra i dodici partecipanti! Fingers Cross!

Nel tuo profilo twitter scrivi di te: "parlo in spagnolo, penso in inglese, scrivo in italiano, ma sono greca...". Quanto conta questo cosmopolitismo culturale nella tua scrittura e qual è l'elemento dominante quando crei un personaggio o una trama?

Ho vissuto in Spagna, Inghilterra, Irlanda e Italia ma sono nata e cresciuta in Grecia. Sono quello che dicono un mix di culture, scrivo e parlo in quattro lingue, ma nessuna in modo perfetto. Sono una generalista, credo che la ricerca della perfezione a volte uccide la creatività.
Ho sempre viaggiato tantissimo in tutti i continenti, scrivo più sugli aerei che sulla terra. Una zingara moderna insomma, con vari fogli di carta stropicciati in borsa ed un ipad quasi scarico sempre in mano, per prendere appunti mentre sono in giro. Curiosa e positiva, adoro i cambiamenti. Se potessi, cambierei carta di identità tutti i giorni. Di conseguenza non potrei mai scrivere un sequel, crearmi un personaggio e portarlo avanti per tanti libri… I miei personaggi non saranno mai di origine omogenei tra loro anche se, ci sarà sempre un greco in mezzo!

Ci racconti i tuoi progetti per il futuro?
Adesso collaboro con l'agenzia Letteraria di Ombretta Borgia, e nei prossimi mesi ci concentreremo  alla promozione di "Prima o poi ti ammazzo" all'estero. Ho iniziato mio prossimo libro, un noir sul mercato della prostituzione giovanile, una call girl "imprenditrice" di se stessa che fa “carriera” usando suo cervello...femminile. Il mio progetto più importante cmq è Dafne, la mia prima figlia, che dovrebbe uscire dalla mia pancia entro fine Ottobre!

Grazie a Christina, per la disponibilità.


venerdì 13 settembre 2013

[Recensione in anteprima] - IL MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA di Jussi Adler-Olsen, una storia gotica nella terra della sirenetta

Dal 18 settembre sbarca in libreria "Il messaggio nella bottiglia", nuovo thriller dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen.
Dopo La donna in gabbia e Battuta di caccia, torna l'irriverente investigatore Carl Mork, affiancato dal suo assistente siriano Assad e dalla stravagante Rose. I tre sono i paladini della sezione Q, confinata in una zona non proprio salubre del commissariato di Copenaghen, visto che una delle pareti è di amianto.
Carl Mork è alle prese con alcuni furtarelli e beghe amministrative quando, tra capo e collo, gli capita tra le mani una strana bottiglia.
Non è tanto importante la bottiglia in sé, ovviamente, quanto il contenuto. Si tratta di un foglio su cui è scritto un messaggio, ormai mezzo cancellato dagli anni e dall'umidità. Si tratta di un grido di aiuto, vergato con il sangue. 
Nonostante l'iniziale scetticismo di Mork, il messaggio sembra contenere informazioni importanti, anzi vitali, per svelare un occulto e tremendo mercificio umano. Inizia, dunque, una vera e propria caccia all'uomo nel tentativo degli investigatori di anticipare le mosse dell'assassino e impedire che colpisca ancora.
Il romanzo è costruito con consumata perizia, giocando su due piani narrativi paralleli. Da una parte, infatti, il lettore partecipa alle indagini della sezione Q e al faticoso tentativo di comporre il complesso mosaico di indizi e prove. Dall'altra, invece, seguiamo le vicende dell'assassino, osserviamo il suo paziente e meticoloso piano, ci specchiamo nella sua mente devastata dall'odio e che pure conserva una spaventosa lucidità. La tela del ragno si fa sempre più fitta e le sue vittime sembrano non aver scampo. 
La trama thriller è arricchita dalle incursioni nel mondo delle sette, con i loro rituali e le loro restrizioni. 
Il climax tensivo è stemperato dai divertenti alterchi tra l'investigatore Mork e il suo assistente e intorno alla traccia principale si annodano numerose sottotrame, riguardanti soprattutto Assad e la complessa personalità di Rose. Questi ultimi sono personaggi a volte un po' troppo sopra le righe ma che contribuiscono a mantenere alta l'attenzione del lettore.
Il rirmo serrato, i frequenti colpi di scena e la prosa asciutta fanno di questo thriller un vero e proprio page-turner, dal quale sarà impossibile staccarsi fino al sorprendente epilogo finale.