domenica 22 aprile 2012

RECENSIONE - IL MARCHIO DEL DIAVOLO ovvero Glenn Cooper in caduta libera

Lo ammetto, la colpa è mia. Dopo l'iniziale entusiasmo provato nel leggere "La biblioteca dei morti", stupefacente esordio dello scrittore statunitense Glenn Cooper, avevo già trovato piuttosto deludente il suo secondo lavoro ("Il libro delle anime"), la cui recensione potete leggere qui.
Ma Glenn Cooper mi sta simpatico. Medico-archeologo- scrittore Cooper è il classico prototipo del self made man, specie di homo sapiens che sembra in grado di prosperare solo negli Stati Uniti d'America. In più, almeno nella foto sul risvolto della copertina, Cooper esibisce un sorriso sornione e anche un filo di pancia. E questo me lo rende ancora più simpatico (i secchi, in genere, mi ispirano un'istintiva avversione).
E a causa di tutti questi elementi, ho deciso di avventurarmi nella lettura del romanzo "Il marchio del diavolo" (traduzione dall'inglese "The devil will come"), editore Nord, prezzo di copertina 19,60 euro. 
La fiducia è stata mal riposta. La storia prende le mosse intorno all'anno mille, a Roma. Il vescovo Malachia, ospite nei Palazzi Laterani, si arrampica sui tetti per osservare la vota celeste. Le stelle gli predicono che sul trono di Pietro si succederanno 112 papi. Poi la Chiesa di Roma verrà rovesciata e inizierà una nuova era.
Quindi assistiamo a un salto temporale di circa un millennio. Una giovane archeologa si avventura nelle catacombe di San Callisto. E' sulla pista di un segreto sconvolgente. Ma proprio per distoglierla dalla sua ricerca, una misteriosa organizzazione le uccide il fidanzato. Come nelle migliori telenovelas sudamericane, la sventurata si fa suora. Ma neanche nella pace del convento la donna riesce a sfuggire al suo destino. La stessa verità (che stava per essere disvelata anni prima) ritorna a galla e costringe la fanciulla, che ora si fa chiamare Suor Elisabetta, a riprendere le ricerche. Il suo percorso di indagine sarebbe terribilmente pericoloso e di difficile risoluzione, ma grazie a Dio le vengono in soccorso: 1) il padre matematico, che le risolve l'enigma legato alla profezia di Malachia, 2) la sorella medico, che la coadiuva nelle ricerche sullo strano particolare anatomico che i suoi avversari si ritrovano tra le gambe (una coda! Che altro sennò?) 3) un fratello guardia vaticana, che guarda caso si trova proprio al momento giusto e al posto giusto. Insomma, quando si dice che la famiglia è importante...
Insomma, il libro scorre e questo è innegabile, Cooper conosce il mestiere. Ma il pullululare di "deus ex machina", la presenza di mostriciattoli con code guizzanti, e le rocambolesche avventure durante il conclave, rendono la trama poco credibile e il romanzo un prodotto piuttosto mediocre.

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