sabato 4 febbraio 2012

ELOGIO DELLA LENTEZZA - Passaggio segreto di Alberto Ongaro

Penso ormai tutti lo sappiano. Roma, come gran parte della italica penisola, è immobilizzata sotto la neve. In questi momenti, in cui le nostre frenetiche attività giocoforza si interrompono, ci accorgiamo che il mondo, con nostro grande stupore, continua nel suo moto di rotazione e rivoluzione anche senza essere sospinto dalla nostra fatica quotidiana. Ci rendiamo conto che si può fare la spesa anche andando a piedi (ebbene sì, ho detto proprio a piedi).

Ecco, in questi giorni di freddo neve e gelo, consiglio di prendere in mano un libro che aiuti a riscoprire il valore della lentezza. Per me è stata l'occasione di leggere Passaggio segreto di Alberto Ongaro, classe 1925, eccellente scrittore, giornalista e fumettista (per la biografia vi rimando a wikipedia). Si tratta di un romanzo che si snoda attraverso sette storie.
Il primo racconto dà l'impronta all'intero romanzo. Il conte Bonafede, splendido aristocratico veneziano, trascorre le sue giornate tra decadenti caffé e la imponente biblioteca del suo palazzo. Tutto fila liscio come l'olio quando, quasi per caso, si imbatte in un libro di Jan Reskov, uno scrittore cecoslovacco trapiantato a Parigi. Il titolo del fatale volume è, appunto, Passaggio segreto. Bonafede, scorrendo le pagine, si rende conto che il romanzo di Reskov non è altro che il resoconto della sua propria esistenza, nei minimi dettagli (caffè decadenti e letture in biblioteca comprese), come se il romanziere cecoslovacco stesse spiando ogni suo movimento. Bonafede, tormentato dal sospetto e roso dalla curiosità, decide di recarsi a Parigi, sulle tracce del misterioso autore. Ma Reskov si rifiuta di incontrare Bonafede. Allora il conte, approfittando dell'assenza dello scrittore, si introduce nella villa di Reskov per leggere il suo prossimo, ancora inedito manoscritto. L'epilogo del manoscritto coinciderà, tuttavia, con l'epilogo dell'esistenza di Bonafede.
Non anticipo il contenuto degli altri capitoli, apparentemente indipendenti l'uno dall'altro. In realtà, ci sono due personaggi, un signore sessantenne con i capelli brizzolati e una donna elegante di mezza età, che percorrono tutte le storie, spesso in ruoli defilati, ma che alla fine convergono come se i loro destini fossero legati da un filo invisibile.
Non un libro facile, ma un romanzo scritto con talentuosa maestria, in grado di evocare piuttosto che narrare. Personaggi quasi intrappolati in una labirintica introspezione, invischiati nelle proprie congetture, vittime di un architettura che tende a conflagrare e a soffocarli. Si tratta, in fondo, di un'umanità marchiata dall'"indelebile impronta della vita", che si estenua nel vano tentativo di salvarsi, di dare una svolta a una realtà dove "tutto era gia' accaduto o doveva ancora accadere".

4 commenti:

  1. Sembrerebbe una trama avvincente...

    Mi piace la foto del Colosseo innevato! Quest'anno l'inverno ci ha riservato delle sorprese veramente grandi. Ciao, Luca!
    Lella

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  2. @lellinaB: la neve a Roma è bellissima, ma anche molto scomoda! i miei figli sono impazziti di gioia. Io, che ho dovuto liberare la macchina intrappolata nel ghiaccio, un po' meno...
    Per quanto riguarda il romanzo di Ongaro, apettati un ritmo molto lento, da assaporare davanti al camino acceso...

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  3. incredibile, quasi casualmente ho scoperto che è nato il giorno del mio compleanno, come bradbury. Lo leggerò!

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  4. @gelostellato: vedi è predestinazione! Comunque, penso che lo stile di Ongaro ti possa piacere.
    Tra l'altro, è il tipico libro che si trova a pochi euro sulle bancarelle dei mercatini!

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