martedì 28 febbraio 2012

ANGELI di Julie Grelley, ovvero le mille facce di un'anima nera




Colline si guarda allo specchio. Naso rotto, denti gialli, labbra spaccate, culo grosso. Brutta, ma per essere ancora più ripugnante ingurgita proteine sintetiche per incrementare il peso, tinge i capelli di nero e indossa lenti a contatto scure.

Ora lo specchio si rompe. I frammenti schizzano ovunque e ognuno rimanda un riflesso diverso.

Il riflesso del passato è Lynn, adolescente perfetta. Occhi blu, chioma dorata e fisico mozzafiato. Top model in carriera. Poi l’ascesa della star si interrompe bruscamente. Non ha subito molestie, né soprusi di alcun genere. Anzi, era coccolata e vezzeggiata da tutti come una bambola, come un prezioso trofeo. Ma a un tratto, senza una apparente spiegazione plausibile, la splendida Lynn si ritira dalle scene. Si prende a martellate sul naso, si sfregia le labbra con una lama e si ingiallisce i denti con l’acido cloridrico. E diventa Colline.

Colline che ha dovuto scontare tre anni di prigione per adescamento sessuale di minore. Carcere duro. Ma quello che non sanno né l’ispettore di polizia a cui deve presentarsi quotidianamente né lo psichiatra che la tiene in cura è che il reato per cui è stata casualmente arrestata è solo la punta dell’iceberg. Un novero impressionante di adolescenti, maschi ancora non "deformati" dalla trasformazione puberale, è stato vittima delle attenzioni morbose di Colline. Tutti tentativi falliti di purificazione per creare il suo “angelo”. Senza sesso, come l’Abelardo di Eloisa.

E proprio per portare a termine questo progretto, la fabbricazione del suo angelo, nasce un altro alter ego di Colline: Michelle. Adolescente timida, sfuggente, virtuale. Frutto della fantasia di Colline, perfetta per adescare il suo prossimo candidato a diventare angelo: l’efebico David. Il piano per catturare la vittima, tenerlo prigioniero ed evirarlo trasformandolo in un “angelo” asessuato, sembra infallibile.

Angeli, il romanzo d’esordio di Julie Grelley e recentemente proposto da Atmosphere libri (traduzione di Luisa Martolini), è un pugno allo stomaco. Scritto con uno stile minimalista, con frasi come singhiozzi per trascinare il lettore nel ritmo sincopato della storia. Per entrare nella labirintica mente di Colline, dove ogni particolare viene attentamente vagliato prima di essere concretizzato. La grande abilità della Grelley, che lavora in Francia come sceneggiatrice, sta proprio nel suggerire immagini piuttosto che raccontare fatti. Con descrizioni accurate e volutamente repellenti, riesce a creare un'atmosfera cupa e mefitica, una cortina sulfurea da cui Colline emerge come un demone vendicatore di chi è brutto e quindi cattivo e rifiutato dal mondo. In "Angeli" Julie Grelley compone un urlo di denuncia nei confronti di una società in cui la perfezione fisica costituisce il presupposto irrinunciabile per essere amati.

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