lunedì 11 aprile 2011

Il Serial Killer al TG delle venti, ovvero Scacco alla Regina di Mario Mazzanti


Il titolo rimanda a un non troppo noto film degli anni ’70, in cui una celebre attrice faceva scontare i suoi capricci a una fin troppo accomodante dama di compagnia. Ma il romanzo di Mario Mazzanti, Scacco alla Regina, edito dai tipi della Leone editore racconta una storia di tutt’altro genere. La Regina della storia è Greta Alfieri, giornalista rampante, donna avvezza al compromesso pur di promuovere la propria carriera e ottenere un’esclusiva. Si muove con scaltra disinvoltura in ogni tipo d’ambiente e sa come scucire le giuste informazioni. Quando comincia ad interessarsi dell’omicidio di Adriana Maggesi non immagina che quel delitto non sarà soltanto una notizia da pubblicare ma il primo tassello di una catena che finirà per travolgerla. Insieme alla bella giornalista, si troverà coinvolto anche lo psichiatra forense Claps (non chiedetevi se è un nome o un cognome, lui è il dottor Claps e basta), il consulente che affianca la polizia nelle indagini. Quello della Maggesi appare inizialmente un delitto di tipo passionale e viene subito sospettato il fidanzato della vittima, Claudio Moranti. Ma questa pista viene presto abbandonata a favore di un’altra più inquietante prospettiva: per la città si aggira un serial killer appassionato di scacchi, che invischia Greta in un morboso rapporto epitolare/telematico. Morphy, così si firma il serial killer, annuncia di voler compiere un’Opera che dovrà svelare a tutti la sua grandezza. Claps e Greta, con l’aiuto di uno squinternato hacker, iniziano una vera e propria caccia all’uomo. Una caccia che si dipana attraverso un serrato susseguirsi di colpi di scena fino a una sorprendente e del tutto imprevedibile conclusione. Un romanzo avvincente e dall’accurato intreccio, sorprendentemente maturo per un libro d’esordio. Seppure l’Autore strizza l’occhio ad alcuni archetipi narrativi del genere (la donna in carriera, lo psichiatria tormentato e solo) riesce a sviluppare il plot e i personaggi con indubbia originalità. Ma quello che più sorprende, in Scacco alla Regina, è la capacità di svincolarsi dalla tipologia del “nero all’italiana”, che pure tanta fortuna ha conosciuto nel cinema e nella letteratura di genere. Il setting, infatti, è internazionale, quello di una grande città, potrebbe essere Roma, New York o Parigi.

Si percepiscono gli influssi di un’autentica passione per il cinema e la letteratura (penso ad esempio al tema del doppio e dell’identità in Brian De Palma, o alla produzione letteraria della Cornwell o di Deaver) che l’Autore ha saputo convogliare in una storia ad alta tensione, che riesce a incollare il lettore fino all’ultima delle oltre cinquecento pagine. Un plauso, infine, al team della Leone per l’accurata veste editoriale e l’accattivante copertina.

2 commenti:

  1. Thriller molto carino, molto ben delineati i personaggi; nota negativa il movente del killer secondo me...

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  2. @affari nostri: concordo con te, è un bel thriller che si legge tutto d'un fiato. In quanto al movente, generalmente anch'io perferisco i romanzi in cui l'omicida è determinato da un "primum movens" più viscerale. Ma si tratta di gusti.
    p.s. scusa per il ritardo nella risposta...

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