lunedì 21 marzo 2011

Segnalazione - Tamara de Lempicka al Vittoriano


D’Annunzio ne rimase affascinato. Lei era un’Artista eclettica e trasgressiva, amava uomini e donne con il medesimo slancio, era un’aristocratica sperperatrice, e forse anche un po’folle se è vero che fu l’amante del chirurgo russo Voronov il quale, come cura per ringiovanire e rinvigorire, trapiantava testicoli prelevati da scimmie sull’uomo.
Tamara de Lempicka è passata alla storia come un’artista di grande levatura, ma anche come personaggio controverso, ammantato da un velo di mistero. Molti avvenimenti della sua esistenza rimangono incerti, anche perché da lei stessa distorti in racconti rocamboleschi e fantasiosi. Nasce a Mosca nel 1898, e non a Varsavia nel 1902 come in seguito dichiarò. Sua madre Malvina Dekler viene da una ricca famiglia polacca di origine francese. Il padre Boris Gurwik-Gorski, ricco ebreo russo, esce presto di scena, secondo alcune versioni per un banale divorzio, secondo altre per suicidio.
Di fatto, Tamara cresce vezzeggiata dalla nonna materna, Clementine, che sarà la vera promotrice di una formazione umana e culturale cosmopolita, anche grazie a numerosi viaggi in Italia e in Francia. Ospite di una zia a San Pietroburgo, Tamara conosce Tadeusz Lempicki, nobile avvocato polacco, bello e rampante. Durante il soggiorno in Russia, frequenta l’alta aristocrazia e alcuni membri della famiglia imperiale, come gli Jussupov.
Nel 1922 la sua prima esposizione è al Salon d’Automne, dove presenta Portrait d’une jeune femme en robe bleue in cui è ritratta una sua amante. Da allora, comincia una vita febbrile, anche a causa del consumo abituale di cocaina. Ha una figlia, Kizette, ma di certo non ha la costanza e l’attitudine di buona madre. Nel 1926 è a Gardone, ospite del Vate, il quale ci prova spudoratamente ma, a quanto pare, Tamara non ricambia. Nel frattempo, il matrimonio con Tadeusz fa acqua da tutte le parti, e nel 1928 l’avvocato la lascia per un’altra donna.
Vi risparmio i dettagli di una vita così articolata e avventurosa (se volete approfondire ciccate qui), divisa metà in Europa e metà negli States, dove negli anni Venti e Trenta Tamara è osannata al pari delle dive di Hollywood. Si sposa di nuovo, con il barone Raoul Kuffner, ma il loro è un rapporto fuori da ogni schema, in cui è previsto un ampio margine di autonomia.
Muore nel 1980 a Cuernavaca, in squallida solitudine, assistita da sciacalli (tra cui la figlia) che mirano a raccogliere le briciole del suo patrimonio, già in gran parte sperperato.
Di certo, la sua produzione artistica fu di prim’ordine, le sue opera hanno una forza di suggestione, un gioco di luci, che le hanno rese celebri nei secoli e ancora oggi stupiscono. Tamara è stata fonte di ispirazione di moltissimi pubblicitari, anche televisivi (chi ricorda, qualche anno fa, la pubblicità del Campari?).
Per gli amici di Roma e dintorni, le opere della de Lempicka sono in mostra al Vittoriano dall’11 marzo al 03 luglio, per le info potete ciccare
qui.
Ai fortunati che potranno visitare la mostra, buona visione!

Nel frattempo, a chi se la fosse persa, vi lascio la pubblicità Red Passion ispirata all'artista polacca:

2 commenti:

  1. bell'articolo Luca, mi piacciono i suoi quadri (se non sbaglio li ha utilizzati anche Madonna nei suoi video: open your heart su tutti)

    p.s. ti ho premiato con il kreativ blogger award

    http://illibroeterno.blogspot.com/2011/03/kreativ-blogger-award.html

    RispondiElimina
  2. @Ivanalessia: è una grande artista... quanto a Madonna, mi cogli impreparato ma non mi stupirei affatto se avesso utilizzato Tamara de Lemipicka!
    Grazie mille per la segnalazione sul kreativ blogger award, vedrò di ricambiare!

    RispondiElimina