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nella prigione dorata dell'harem
è destinata a divenire la Sultana Bianca
Così, quando ho trovato una copia del libro (ormai credo fuori catalogo) Sultana, non ho potuto resistere e l’ho preso.
“Sultana” fu un grande successo editoriale degli anni ’90. Il romanzo si basa sulla leggenda di Aimée du Buc de Rivéry (leggenda peraltro piuttosto diffusa in Turchia), ereditiera francese e cugina della futura imperatrice Giuseppina di Beauharnais.
Aimée du Buc de Rivery, divenuta la leggendaria sultana bianca Nakshidil
Aimée cresce nelle colonie francesi in Martinica. Raggiunta l’adolescenza viene inviata in madrepatria per il suo debutto nella società. La giovane ha appena il tempo di assaporare la dolcezza del bel mondo parigino. Siamo alla fine del XVIII secolo, e la Rivoluzione è alle porte. Preoccupati per le continue rivolte che agitano la Francia, i parenti decidono di rispedire Aimée in Martinica, dove il clima politico è molto più tranquillo. Ma durante il viaggio di ritorno, la nave su cui si trova la nobile fanciulla viene attaccata dai pirati. Aimée viene tradotta al cospetto del sovrano di Algeri. Quest’ultimo, dopo un veloce esame, decide: la bella francese è un bottino veramente prezioso. Così prezioso che può essere inviato come regalia al sultano ottomano, il potente
Di nuovo, neanche fosse un pacco postale, Aimée viene rimessa su una nave e inviata a Costantinopoli, cuore dell’Impero. La fanciulla conoscerà i torbidi inganni, i privilegi e le bassezze che agitano l’harem, una vera e propria città brulicante di donne e eunuchi al servizio del piacere imperiale.
Grazie alla propria forza di carattere, la giovane, divenuta poi la kadin (una delle mogli del sultano) Nakshidil Haseki, riuscirà a scalare la gerarchia dell’Impero. Si troverà al fianco del successore di Abdul Hamid, l’introverso principe Selim, e poi regnerà, ella stessa, come Sultana Validè.
Un vero e proprio feuilleton, con una trama che definire prevedibile è dire poco (i pirati, gli intrighi dell’harem, la scalata di Aimée).
Tuttavia, la penna lieve e straordinariamente felice di Michele di Grecia riesce ad avvincere il lettore e a trasportarlo nell’esotismo più intenso e suggestivo, in un Oriente ancora non globalizzato, in un mondo carico di fascino e mistero. Nonostante la non trascurabile mole del volume, la lettura è stata agile. Il racconto si snoda attraverso un arco temporale che abbraccia la rivoluzione francese, l’ascesa e la caduta di Napoleone, la disfatta della campagna in Russia, la rivalità tra i Romanov e i sultani per il controllo della strategica area balcanica. Insomma, un amalgama ben riuscito di informazione storica e vicende romanzesche.
Per i cinefili, dal romanzo è stato tratto un film dal titolo italiano “La favorita”, regia di Jack Smight con un intensissimo (e giovane) Fahrid Murray Abraham nella parte del sultano Abdul.
Ecco il trailer della versione americana (Intimate Power):
Ciao Luca bella recensione
RispondiEliminaSembra un bel romanzo e devo ammettere che non conoscevo il principe Michele Di Grecia.
Ivana
Wow che interessante questo romanzo, nemmeno io conoscevo le doti letterarie del Principe ( per inciso ricordo il film dal nome, ma nient'altro), però almeno cerca di mantenere la propria regale dignità senza essere una macchietta televisiva! Un abbraccio Luca
RispondiEliminaEmanuela C.
@Ivanalessia: grazie, il romanzo non è affatto male. Michele di Grecia è un personaggio interessante e si è occupato non solo di romanzi, ma anche di saggistica.
RispondiElimina@Emanuela: concordo in pieno! Il principe Michele è riuscito a valorizzare le proprie origini, ripercorrendo i sentieri della Storia. Nulla a che vedere con chi usa il proprio cognome per andare a Sanremo...
Quanto al romanzo, secondo me ti potrebbe piacere, mi sembra molto "in tema" con i tuoi gusti. Magari, come me, riesci a trovarlo su qualche bancarella.
Grazie e a presto!