lunedì 3 maggio 2010

NERAINTERVISTA- Rita Charbonnier e la sua "strana giornata di Alexandre Dumas"


Scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Vicenza e ha vissuto a Matera, Mantova, Roma.
Giornalista pubblicista, ha frequentato la Scuola di Teatro dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa e il Corso di sceneggiatura della Rai. Ha svolto un’intensa attività di attrice teatrale per poi dedicarsi prevalentemente alla scrittura.
Nel 2006 ha esordito con il romanzo storico
La sorella di Mozart (Corbaccio), pubblicato in 12 nazioni, e nel 2009 ha pubblicato La strana giornata di Alexandre Dumas (Piemme).
Dal 2006 cura il blog
Non solo Mozart.
Rita è stata così gentile da rispondere alle domande della neraintervista.


1. Maria Stella Chiappini, la protagonista de "La strana giornata di Alexandre Dumas", è una figura storica realmente esistita, famosa nel suo paese natale Modigliana, ma che il tuo libro ha contribuito a rendere noto a molti lettori. Come hai incontrato Maria Stella e come hai deciso che sarebbe diventata il tuo "personaggio in cerca d'Autore": folgorazione o lunga meditazione?

Folgorazione. Ero ancora al lavoro sul mio primo romanzo, “La sorella di Mozart”, e mi trovavo in una biblioteca quando nello sfogliare una vecchia enciclopedia musicale incontrai una voce su questa tal Maria Stella Petronilla Chiappini. Una cantante d’opera che visse a cavallo tra ‘700 e ‘800 e “che fu scambiata nella culla, lei di nobili origini, con un neonato di vile condizione”. Il neonato divenne re dei Francesi, rubandole la vita, e lei venne a scoprire tutta la vicenda quando era già grande e lottò duramente per ottenere il riconoscimento delle sue vere origini.
L’idea di raccontare il mondo dell’opera mi affascinò, ma ancor più mi colpì la questione dello scambio nella culla. Credo che scoprire, una volta adulti, di non essere figli dei propri genitori sia uno choc in grado di far vacillare la personalità di chiunque. Siamo figli di chi ci genera o di chi ci alleva? – mi sono chiesta. Se fossimo stati allevati da qualcun altro, saremmo persone diverse? Per questo, fondamentalmente, ho voluto occuparmi di lei.

2.
Un tema molto importante nel romanzo è il rapporto tra Maria Stella e la madre Vincenza, tra le due sembra non riuscire mai a stabilirsi il rapporto viscerale madre-figlia. Quanto conta, in questa incociliabilità, la voce del sangue e quanto pesano le diversità umane?

Né l’una né le altre contano molto; la chiave del loro rapporto conflittuale è piuttosto diversa. Vincenza e Maria Stella non sono biologicamente madre e figlia. Vincenza lo sa e Maria Stella no. Vincenza inizialmente non ama quella bambina che, ogni volta che la guarda, le ricorda il figlio vero che le è stato sottratto. Maria Stella fa di tutto per farsi amare da lei, ma viene respinta. In seguito, quando Vincenza cercherà di riaccostarsi a lei, sarà troppo tardi. E così via, verso una nuova trasformazione del loro rapporto...
Devo dire che non credo molto nella “voce del sangue”. E neppure nell’esistenza di attitudini comportamentali in larga misura congenite. Per me il nostro comportamento, la nostra stessa personalità, è il risultato di un processo in continua evoluzione, fatto di interazione con l’ambiente umano che ci circonda.

3. La storia e il romanzo; la vicenda di Maria Stella si snoda in più nazioni: lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, l'Inghilterra e la Russia. Quanto è stato impegnativo il lavoro di documentazione/ ricostruzione e come si è svolto?

Il lavoro più impegnativo, per me, non è quello della documentazione storica, ma è quello di ricerca psicologica. E’ molto più complesso (e gratificante) creare un mondo umano credibile e coerente che non leggere testi d’epoca e prendere appunti. Il mio scopo è comunicare, non dimostrare che ho studiato la storia. Credo inoltre che non esista nulla di “reale” in una ricostruzione storica. Il racconto della Storia, anche quello che viene fatto dallo storico, non è che il racconto di un punto di vista sulla Storia stessa.
Ovviamente sono andata a
Modigliana, dove non ero mai stata, mi sono procurata il maggior numero possibile di antichi testi sulla vicenda del baratto di neonati e li ho letti, ma il vero lavoro è cominciato quando li ho messi da parte e mi sono occupata dei personaggi.

4. In entrambi i tuoi libri, "La sorella di Mozart" e "La strana giornata di Alexandre Dumas", la musica ha un ruolo centrale. Qual è il rapporto tra la tua scrittura e la musica? Esiste una melodia che favorisce la tua creatività?

Ho studiato musica fin da piccola e tuttora ho un pianoforte, anche se non riesco più a suonare tutti i giorni. Ma non potrei mai vivere in una casa nella quale non ci fosse un pianoforte. Non mi sembrerebbe una casa. Io devo sapere che il piano è lì per me, se ho bisogno di lui.
Ascolto musica di diversi generi, ma mai quando scrivo. So che alcuni amano avere un sottofondo musicale, ma per me la musica rappresenterebbe invece una distrazione potentissima. Soltanto in un caso la ascolto: se quel che sto scrivendo riguarda uno specifico brano musicale e quindi il mio obiettivo è trasferire l’esperienza della musica sulla pagina scritta. In quel caso programmo la ripetizione continuata del brano, magari mi siedo al piano e suono qualche nota, poi torno al computer e butto giù a ruota libera le immagini che mi appaiono davanti agli occhi...

5.
Quali sono i tuoi progetti per il fututo... ci puoi rivelare qualcosa del tuo "work in progress"...?

Con piacere. Il mio nuovo romanzo sarà pubblicato sempre da
Piemme. La protagonista è, per la prima volta, un personaggio di pura invenzione: una ragazza meno che ventenne che vive a Roma nel 1931 e si convince pian piano di essere la reincarnazione di Anita Garibaldi. E per questo finisce in una clinica psichiatrica; e si convince che il suo medico è la reincarnazione di Giuseppe Garibaldi. L’epilogo sarà sorprendente. Non posso dire molto di più... molte grazie, comunque, caro Luca, della domanda e dell’intervista intera.

Grazie Rita! Per chiunque avesse voglia di approfondire, rimando al sito ufficiale dell'Autrice (basta cliccare qui).
Se siete amanti della grafologia e pensate di poter estrapolare qualcosa della personalità di Maria Stella dalla sua scrittura,
qui trovate una sua missiva autografa.
E vi lascio il booktrailer del romanzo:






2 commenti:

  1. Ancora grazie, Luca, che meraviglia! E complimenti per la nuova grafica... :)

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  2. Grazie a te della disponibilità! E sono contento che nuova grafica ti piaccia.
    A presto!

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