lunedì 29 giugno 2009

NERAINTERVISTA - Giulio Leoni

Giulio Leoni, romano nato sotto il segno zodiacale del Leone, è uno dei più apprezzati e noti autori italiani di romanzi storici, su tutti citiamo il ciclo di Dante, in cui il Sommo poeta viene presentato in un'isolita e accattivante veste di indagatore. Appassionato di esoterismo e illusionismo, Giulio Leoni è anche autore del romanzo "E trentuno con la morte", ambientato nella città istriana di Fiume durante la celebre impresa dannunziana.
Ringraziamo l'Autore, che con grande disponibilità, ci ha concesso un'intervista, prevalentemente incentrata sul suo rapporto con il "noir" e sul romanzo dannunziano.


1. Il tema centrale dei romanzi noir è il crimine. Come vede il crimine da un punto di vista estetico, ovvero intendendolo nella sua valenza simbolica di destrutturazione dell'ordine?
Che il crimine, in un certo senso, partecipi di alcuni elementi della funzione estetica, era già oggetto di dibattito nella cultura romantica. De Quincey non esitava a definire l'assassinio una delle belle arti! In effetti un delitto costituisce una violazione della norma, esattamente come ogni forma estetica originale. Ogni opera d'arte è un tentativo di assassinio della tradizione che la precede, a vantaggio di un nuovo ordine che prima o poi verrà ineluttabilmente assassinato dal successivo. Naturamente parlo del crimine letterario, che non è mai "vero" nel senso stretto della parola: esso è sempre (e per fortuna) una creazione fantastica, in cui ogni particolare della vicenda è pensato allo scopo di suscitare nel lettore una reazione specifica, pianificata in anticipo dallo scrittore. Vedere nel criminale "vero" un dinamitardo dell'ordine borghese è un misero equivoco fin de siècle: in realtà egli, come il lupo, attacca gli elementi deboli del branco, senza modificare in nulla la struttura della società. Solo nei romanzi e nelle fiction i delinquenti assurgono ai livelli di un Fantomas.


2. Rastelli, l'illusionista, svolge un ruolo chiave nello svolgimento della trama e svela un implicito interesse dell'Autore per l'esoterismo e l'illusionismo. Da cosa e quando nasce questa passione?
Dalla constatazione che nella vita ciò che non si vede è sempre più interessante di ciò che si vede. Oltre a costituire un regno enormemente più vasto. E poi dal fatto che la progettazione di un crimine perfetto è simile a quella di un buon gioco di prestigio: tempi esatti, distrazione, prontezza di riflessi. E non è un caso che moltissimi giallisti siano poi stati anche degli illusionisti, in qualche caso addirittura per professione. Tra breve uscirà nel Giallo Mondadori un mio piccolo saggio dedicato proprio a questo tema.


3. Nel romanzo, i pazienti psichiatrici di Villa Meridiana vengono descritti quasi come presenze fantasmatiche che aleggiano nelle stanze. Che cosa rappresenta la follia per Giulio Leoni?
Una strana, ambigua e terribile antinomia. Da un lato è una malattia orrenda, priva di qualunque fascino, che abbrutisce chi ne è vittima spegnendolo a poco in una discesa infernale verso la distruzione. Dall'altro è però anche una potentissima macchina per immaginare: proprio la totale "alterità" che scopriamo nel malato, ci induce a pensare (e talvolta è vero) che essa sia una maschera che vela un indicibile nascosto, foriero di rivelazioni incredibili. Ma, anche qui, sempre con la dovuta accortezza di tener ben presente la differenza tra la realtà e la sua ricostruzione letteraria.


4. Nei suoi romanzi la storia e il noir si intrecciano per comporre la trama. Perché ha deciso di ambientare le sue storie in epoche passate e perché ha scelto il noir come genere letterario?
Ho scritto anche storie di ambientazione contemporanea, ma è vero che per la maggior parte mi diverto (sperando di divertire anche i lettori) a risalire indietro nel tempo. Questo sia per un particolare interesse per certi momenti storici, sia per una mia convinzione di carattere quasi filosofico: il tempo non procede linearmente. In altri termini in questo momento noi viviamo in forme, il mondo presenta caratteri, per esempio più simili a quelli dell'impero romano sotto Diocleziano che non a quelli dei molto più vicini anni Cinquanta del secolo scorso. Per dimostrarlo occorrerebbe naturalmente una lunga argomentazione, ma certo è questa intuizione che governa molte mie scelte. Aggiungi video


5. A fronte della grande popolarità riscossa dal ciclo dei romanzi "danteschi", esiste una sua opera alla quale è particolarmente affezionato?
Sì, un altro romanzo di ambientazione novecentesca, LA DONNA SULLA LUNA. Ambientato nel magico mondo del cinema muto tedesco degli anni Venti e nella repubblica di Weimer: forse il luogo e il periodo più straordinario quanto a immaginario fantastico che io conosca. E poi naturalmente quello di prossima uscita, LA REGOLA DELLE OMBRE, ambientato nel mondo dell'esoterimo romano all'epoca dei Borgia.

domenica 28 giugno 2009

DACCI OGGI IL NOSTRO NERO QUOTIDIANO - La vita degli altri di Massimo Junior D'Auria

Immaginate di possedere un punto di vista privilegiato: che so, da un grattacielo, da un aereo a volo radente, oppure dalla famigerata "finestra sul cortile" di Alfred Hitchcock. Una postazione da cui osservare, silenziosi come fantasmi, i diversi individui con cui avete a che fare nella vostra quotidianità: il lattaio, il collega dalla battuta facile, la vecchia burbera, il signore misterioso del quarto piano.
Immaginate, ora, di poter frugare in ognuna di quelle vite, con mano leggera e invisibile, così da svelarne i segreti più intimi e inconfessati. Troverete, probabilmente, molto di più di quanto non vi aspettiate.
Con tocco lieve di scrittore giovane e talentuoso, Massimo Junior D'Auria, autore della raccolta di racconti "La vita degli altri", strizza l'occhio al lettore e lo prende per mano in questa sorta di sorprendente catabasi nella quotidianità. Esistenze apparentemente banali si svelano nella loro amara e a volte irreversibile complessità, in alcuni casi declinando, proprio sotto gli occhi attoniti del lettore, verso un epilogo drammatico.
Con stile personale e prosa pulita, l'autore ci suggerisce che il turbinio vorticoso di umanità che ci passa accanto, e dinanzi al quale spesso rimaniamo paralizzati nell'indifferenza, può nascondere molte insospettabili ricchezze.
Da una parte, credo che solo un giovane potesse scrivere questi racconti, in cui l'amara osservazione del quotidiano non sembra ancora sopraffatta dal disincanto, dalla disillusione che -spesso- sopraggiunge con la maturità.
In fondo, sembra dirci questo libro piccolo e carico di emotività, vale sempre la pena di interessarsi all'altro.

giovedì 25 giugno 2009

IL NERO DELLA FOLLIA - Giovanna la Pazza


La regina era pazza. Dopo la morte di Filippo, tutte le sere faceva aprire la bara e lo baciava






Giovanna La Pazza, regina orgogliosa e indomita, rivive nelle pagine del romanzo "La pergamena della seduzione" dell'autrice nicaguarense Gioconda Belli. La trama si sviluppa su due piani temporali paralleli: negli anni sessanta la diciassettenne Lucia viene inviata, dopo la morte dei genitori, dalla America Latina in Spagna per studiare presso un collegio di monache. Conosce Manuel, affascinante professore quarantenne, che a poco a poco la seduce trascinandola a vivere la sua ossessione: Giovanna di Castiglia. Attraverso travestimenti e racconti, Lucia vive una vera e propria allucinatoria indentificazione con la sfortunata sovrana di Castiglia.

Giovanna, terzogenita dei re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona, sale al trono per caso, dopo la morte dei fratelli. Non si piega alle convenzioni del XV secolo e si consuma di un amore assoluto e sensuale per il suo sposo, Filippo il Bello. Non tollera i tradimenti continui, non si accontenta di essere semplicemente una brava moglie e una buona fattrice.

La morte della madre e del martito contribuiscono a far precipitare il precario equilibrio di Giovanna: si ritroverà vittima delle mire del padre, il re Ferdinando, che intende unificare sotto la propria egida la Corona di Aragona e quella di Castiglia, di cui Giovanna diviene Reina proprietaria alla morte della madre.

La sovrana, nella realtà storica, finirà i propri giorni prigioniera del castello di Tordesillas, vittima delle torture del marchese Denia, suo perfido aguzzino.

Nel rocambolesco epilogo, le due tracce narrative - quella passata e quella più recente - trovano una comune convergenza.
Una storia intensa e piena di fascino, viziata forse da un finale poco verosimile e troppo "cinematografico".











martedì 23 giugno 2009

TRIESTE NOIR - i romanzi di Veit Heinichen

Chiusa tra le montagne e un mare piatto e languido, la città di Trieste è velata da una struggente e liquida malinconia.

Veit Heinichen è tedesco, ma vive a Trieste da alcuni anni. La città mitteleuropea è lo sfondo dei suoi romanzi noir, pubblicati dalla casa editrice e/o.

Sarà perché, pur essendo romano, vivo a Trieste da quasi due anni, ma ho provato subito un'istintiva simpatia per il protagnosta dei romanzi di Henichen, il commissario Proteo Laurenti, di origine salernitana e trapiantato a Trieste. Innanzi tutto, il nome: Proteo è un animaletto bianco e cieco, che vive nelle acque sotterranee del Carso. Poi, il personaggio: uomo istintivo, riflessivo, amante dell'arte e della letteratura, pronto a sbrogliare le matasse intricate dei suoi casi anche a costo di usare metodi non convenzionali. Infine, il punto di vista: pur vivendo nella città di confine da molti anni, Proteo mantiene un atteggiamento distaccato, da "straniero".

Intorno al commissario ruotano figure originali e ben caratterizzate, specie le donne: la madre, la moglie, le figlie e l'amante. Donne che attraggono il Laurenti nella loro orbita, mettendone in dubbio le ferree certezze di maschio latino e ironicamente retrogrado.

I libri di Heinichen hanno riscosso un grande successo in Germania e ne è stata tratta una serie televisiva. Ormai, il ciclo di Proteo Laurenti è arrivato al quinto libro.

Ho letto i primi tre. I morti del Carso e Morte in lista d'attesa sono storie avvincenti e ben costruiti, la prima mi ha colpito soprattutto per la suggestiva ambientazione, mentre la seconda ha una trama attuale e particolarmente accattivante. Il terzo romanzo (A ciascuno la sua morte), invece, mi sembra lievemente giù di tono e la trama mi è parsa un po' troppo diluita dalle descrizioni dell'ambiente e delle vicende personali del commissario.

Consiglio di avvicinare quest'Autore: a chi conosce Trieste per apprezzarla in una desueta veste noir, e a chi non la conosce, per vivere attraverso le pagine di Heinichen il fascino di questa terra di confine.

I libri di Heinichen

I morti del Carso, pp. 300, 2003, ISBN 8876415440
Morte in lista d'attesa, pp. 300, 2004,
ISBN 8876416072
A ciascuno la sua morte, pp. 320, Novembre 2005,
ISBN 8876417036
Le lunghe ombre della morte, pp. 352, Novembre 2006,
ISBN 8876417400
Danza macabra

venerdì 19 giugno 2009

I diavoli della Zisa - Leone Editore


videoQuesto è il booktrailer...

Dopo un paziente editing da pare del bravo Simone Bertelegni, della squadra della Leone Editore, è finalmente disponibile il cortormanzo noir "I diavoli della Zisa". Si tratta di un racconto, a metà tra il romanzo storico e il medical thriller, di rapida e - spero - piacevole lettura.


Ecco la trama:


«Si racconta che un preziosissimo tesoro è sepolto qui, in questo palazzo. Nessuno può calcolare il numero dei demoni dipinti nell’affresco, così come sono innumerevoli i denari del tesoro. Contare i diavoli della Zisa porta sfortuna, o almeno così narra la leggenda.» Palermo, XIV secolo: re Pietro II s’innamora perdutamente della splendida contessina Bianca. La ragazza è però la figlia del conte di Ventimiglia, nemico giurato del sovrano. Mentre i due amanti consumano la loro passione proibita nel castello della Zisa, l’ombra di una sanguinosa congiura si allunga sulla Corona di Sicilia. Palermo, XXI secolo: il sepolcro di Federico II viene aperto da un’équipe di giovani scienziati. Nella tomba vengono rinvenuti anche il feretro di Pietro II e il corpo di un terzo individuo sconosciuto. Un noir carico di violenza, silenzi e segreti; la storia di un antico intrigo su cui la moderna scienza tenta di fare luce.


Il libro sarà disponibile dalla prossima settimana sugli scaffali delle librerie delle catene Il Libraccio e Mel Bookstore e in una sessantina di alberghi in 18 regioni italiane, comprese le vostre. Saranno inoltre acquistabili via internet e ordinabili presso qualsiasi libreria.


mercoledì 17 giugno 2009

Che fine ha fatto Kay Scarpetta?



E' l'anatomopatologa più famosa del mondo. In pochi non hanno mai sentito il nome del celeberrimo personaggio creato da Patricia Cornwell.


Kay è un medico, di origine italiana, nata in Florida. All'inizio della lunga saga (siamo ormai arrivati al sedicesimo libro, se non erro), la Scarpetta è sui quaranta, single in carriera, senza figli ma con una nipote di dieci anni, Lucy, molto intelligente e molto problematica. Nel corso degli anni, Kay si trova a fare i conti con delitti efferati, che riesce a risolvere per mezzo del suo bisturi e del suo acume, sempre affiancata da Pete Marino, poliziotto segretamente (?) innamorato di lei. Vive una tormentata storia d'amore con un suo vecchio compagno d'Università, Mark James, che poi si rivela essere un agente dei servizi segreti. Mark, dati i rischi connessi con la sua professione, fa una brutta fine. Ecco allora apparire un nuovo amore, Benton Wesley, brillante criminologo, che fa capitolare la bella e introversa Kay. Anche Benton ha un destino tormentato: finisce vittima di una bella serial killer, per poi riapparire, molto tempo dopo, sano e salvo ma sotto copertura (un trucchetto, quest'ultimo, degno delle migliori soap operas)



Negli ultimi libri, Kay ha abbandonato il suo ruolo di capo della Medicina Legale della Virgina, lavora come consulente privata e convive con Benton. La nipote Lucy, dopo un burrascoso passato nell'FBI, si ritrova - milionaria - a capo di un'agenzia di investigazioni. Per cui negli ultimi libri non mancano rocamboleschi inseguimenti a bordo di agili elicotteri.




Premetto che ho molto amato i primi libri della Cornwell. I primi romanzi (Pot-mortem, Oggetti di Reato, Insolito e Crudele, Quel che rimane) sono gialli magistralmente costruiti, in cui il tecnicismo scientifico e lo svolgimento narrativo sono molto equilibrati. In particolare, il mio preferito è Oggetti di Reato in cui il delitto su cui la protagonista deve indagare è connesso con il mondo della letteratura, dell'adolescenza disillusa e della vecchiaia tormenta. Negli ultimi libri, tuttavia, le vicende personali e professionali della protagonista valicano la soglia del verosimile e Kay, la vera Kay, scompare per lasciare il posto a un personaggio eccessivo e troppo costruito.
Anche il punto di vista del narratore vira dalla prima alla terza persona, creando un disaccoppiamento autore/ protagnosta che io, personalmente, non ho gradito.


Ecco un elenco delle opere della Cornwell (in cui la Scarpetta è protagonista)


1990 - Postmortem (Postmortem), Mondadori (ISBN 8804399996)
1991 - Oggetti di reato (Body of Evidence), Mondadori (ISBN 8804373741)
1992 - Quel che rimane (All That Remains), Mondadori (ISBN 8804390727)
1993 - Insolito e crudele (Cruel and Unusual), Mondadori (ISBN 8804423331)
1994 - La fabbrica dei corpi (The Body Farm), Mondadori (ISBN 8804433434)
1995 - Il cimitero dei senza nome (From Potter's Field), Mondadori (ISBN 8804456787)
1996 - Causa di morte (Cause of Death), Mondadori (ISBN 8804464828)
1997 - Morte innaturale (Unnatural Exposure), Mondadori (ISBN 8804473819)
1998 - Punto di origine (Point of Origin), Mondadori (ISBN 8804481358)
1999 - Cadavere non identificato (Black Notice), Mondadori (ISBN 8804491124)
2000 - L'ultimo distretto (The Last Precinct), Mondadori (ISBN 8804505702)
2003 - Calliphora (Blow Fly), Mondadori (ISBN 8804547677)
2004 - La traccia (Trace), Mondadori (ISBN 8804537159)
2005 - Predatore (Predator), Mondadori (ISBN 8804550988)
2007 - Il libro dei morti (Book of the Dead), Mondadori (ISBN 8804564245)
2009 - Kay Scarpetta (Scarpetta), Mondadori (ISBN 978880458336)


domenica 14 giugno 2009

Nerofumetto- Una casa a Venezia di Vanna Vinci

In un periodo in cui dilagano i romanzi a tema vampiresco, vorrei segnalarvi una storia apparsa alcuni anni fa per per la casa editrice giapponese Kodansha. L'Autrice dei disegni è l'italianissima Vanna Vinci (testi: Vinci e Mattioli), una delle più apprezzate disegnatrici del nostro Bel Paese.
La protagonista è una studentessa dell'Accademia delle Belle Arti che si trasferisce a Venezia in un antico palazzo. Il suo padrone di casa, un uomo affascinante e misterioso, sembra nascondere segreti inconfessabili. Nel racconto, che si dipana tra le calli della Laguna e tra i vicoli del quartiere romano di Trastevere, i due protagonisti si lambiscono, si attraggono e si allontanano per poi riprendersi ancora. Una storia sulla memoria, sul recupero del passato e sulla ricerca della propria identità.

Le ombre che attraversano la narrazione trovano intime risonanze emotive nel lettore, portandolo oltre la soglia della ragione, della percezione sensibile, fino a raggiungere una dimensione immateriale e universale.

Toccante, delicato, intenso.

mercoledì 10 giugno 2009

Nero nella Roma dei Borgia

Il 14 giugno del 1497, Giovanni Borgia, duca di Gandia, viene trovato morto sulle rive del Tevere, nei pressi dell'Ospedale San Giacomo. Giovanni è un uomo giovane, brillante, imparentato con il re di Spagna e, soprattutto, è il figlio prediletto di Rodrigo Borgia, salito al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI.

Chi può aver voluto la morte di Giovanni?

Le sorelle Elena e Michela Martignoni cercano, nel loro romanzo Requiem per il giovane Borgia, di dare una risposta a questo interrogativo.

Il libro è stato tradotto in Spagna e ha avuto un grande successo editoriale.

La ricostruzione storica è estremamente accurata, frutto di una attenta documentazione. Personaggi affascinanti come Sancia d'Aragona, i membri della famiglia Orsini, Cesare Borgia ancora cardinale di Valenza, si muovono sullo sfondo di una Roma piena di fascino e di contraddizioni. Tuttavia, a fronte della precisa ricostruzione storica, risulta a volte difficile (o almeno lo è stato per me) provare un riverbero delle passioni che agitano i protagonisti della storia. Una piccola pecca per un romanzo altrimenti perfetto.

lunedì 8 giugno 2009

Nero dannunziano

Giulio Leoni ha riscosso un notevole successo editoriale con il ciclo di Dante Alighieri (Dante Alighieri e i delitti della Medusa, I delitti del mosaico, I delitti della luce), in cui il Sommo poeta indaga su una serie di crimini che affliggono la Firenze del Duecento.
Forse meno noto, ma non per questo meno riuscito, il libro E trentuno con la morte. Il romanzo è ambientato a Fiume, nel periodo dell'impresa capeggiata da Gabriele D'Annunzio.
Il protagonista del racconto, il giovane tenente Marni, si trova a indagare su un insolito delitto: durante una cena futurista, ambientata in un sanatorio per malati di mente, il misterioso dottor Zoser, il direttore della clinica, viene rinvenuto morto, folgorato da un apparecchio elettrico da lui stesso inventato.
Per risolvere questo classico mystery della "camera chiusa", il tenente dovrà fare i conti con la complessa realtà della città istriana, terra di confine e di conflitti, con intrighi politici e con il mondo dei pazzi, degli alienati. In questo clima liquido e sospeso, Marni si troverà, suo malgrado, a dover riconsiderare i suoi stessi principi e le motivazioni che lo hanno spinto a unirsi all'impresa. Il personaggio di Viviana, enigmatica assistente di Zoser, sospesa tra follia e spietata ironia, accompagnerà il giovane militare nella sua discesa agli Inferi.
Un romanzo avvincente, pieno di fascino, scritto con grande maestria. L'Autore ci regala immagini vivide e insinua nel lettore una sotterranea inquietudine che lo tiene incollato alla pagina, fino alla rivelazione finale.

domenica 7 giugno 2009

Benvenuto a chiunque si dovesse imbattere in questo blog appena nato.
Comunemente considerato un non colore, il nero rappresenta la tavola non scritta su cui proiettiamo le nostre più intime risonanze emotive.
Il genere letterario noir, pur avendo molto in comune con quello giallo, presenta la caratteristica peculiare di sondare gli aspetti più inquietanti e irrisolti della psiche.
L'elemento principe del noir, come del giallo, è rappresentato dal crimine, dal delitto, che rappresentano il sovvertimento dell'ordine, il trionfo di Lucifero.
Il finale del giallo è spesso consolatorio e riesce a ripristinare lo status antecedente al crimine; nel noir la fine non sempre è consolatoria, la soluzione del mistero riesce a riequilibrare la narrazione ma non necessariamente consola il lettore. Anzi, a volte, suggerisce amare riflessioni sulla realtà storica.
Forse proprio per queste sue caratteristiche, il genere noir continua ad avere tanto successo nella letteratura, nel cinema, nel fumetto.
Perché parla delle nostre paure segrete.
Questo blog è per tutti gli appassionati del genere, per tutti coloro che sentono forte il fascino della vibrazione nera.