giovedì 10 dicembre 2009

LA DUCHESSA CANTATA DA TASSO: CLELIA FARNESE

La bellezza, con ogni probabilità, la ereditò dalla prozia, la celebre Giulia Farnese, l'amante adolescente di Alessandro VI Borgia. Gli occhi neri e fondi, la pelle di porcellana, e il portamento fiero fecero di lei, Clelia Farnese (1556?- 1613), una delle dame più celebri del Rinascimento. La sua nascita è avvolta nel mistero. A differenza di quanto asserisce il detto popolare "mater semper certa est...", è certo solo il nome del padre di Clelia. Un nome altisonante, nell'Europa del '500: Alessandro Farnese, detto il Gran Cardinale, nipote amatissimo del papa Paolo III. Quando salì al soglio pontificio, Paolo III era già avanti con gli anni e temeva di non aver tempo per consolidare il potere del proprio Casato. Decise, pertanto, di conferire al nipote Alessandro la porpora cardinalizia, nonostante avesse solo quattordici anni e fosse il primogenito di Pierluigi, duca di Parma e Piacenza. La decisione del papa non fu mai digerita dal giovane Alessandro, cui per diritto di primogenitura sarebbe spettato di succedere al padre alla guida del ducato parmense. Ma il nonno voleva istruirlo e crescerlo per farne un altro papa Farnese, e nessuno ebbe il potere di opporsi alla decisione del Vicario di Cristo. Intendiamoci: Alessandro non si fece certo mancare i piaceri, come la caccia e le belle donne, ma erano i tempi della Controriforma e dovette mantenere una certa discrezione.
Inviato come legato papale alla corte di Francia, si innamorò di una bellissima duchessa, dama d'onore della regina Caterina de'Medici. La duchessa, di cui non sono riuscito a rintracciare il nome, dette alla luce Clelia. La pargola fu sottratta alle cure della madre francese e affidata alla zia Vittoria Farnese, duchessa d'Urbino.
Crescendo, Clelia divenne una donna splendida e raffinata, le cui doti furono decantate anche da Torquato Tasso, e andò in sposa al marchese Giovan Giorgio Cesarini, da cui ebbe il figlio Giuliano. Rimasta vedova nel 1585 (a meno di trent'anni!), divenne oggetto delle attenzioni di un giovane e prestante cardinale: Ferdinando de'Medici. Si diceva che Ferdinando si fosse perdutamente innamorato della bella Farnese. L'amore tra Clelia e Ferdinando era osteggiato non solo dalla porpora cardinalizia di lui (porpora che in seguito dismetterà per succedere al fratello come Granduca di Toscana) ma anche da vecchi livori che covavano tra Medici e Farnese.

Alla fine, Clelia dovette piegarsi al volere paterno e convolare a nozze con Marco Pio di Savoia, signore di Sassuolo, uomo violento e collerico, per giunta molto più giovane di lei.
Alla morte di Marco Pio, Clelia rientrò a Roma e finì i suoi giorni circondata dall'amore dei suoi cari.

La vita di Clelia è oggetto del saggio "Il volto di Clelia Farnese" di Patrizia Rosini (il saggio in extenso è di prossima pubblicazione per i tipi dell'editore Sette Città di Viterbo). Inoltre, sempre Clelia, è una delle protagoniste dello splendio romanzo storico "La gemma del cardinale" di Patrizia Debicke Van der Noot.




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