martedì 20 ottobre 2009

MERCURIO, SIFILIDE E ISABELLA D'ARAGONA


Per rimanere in tema con il post precedente, quello che vedete, qui accanto, è il teschio di Isabella d'Aragona, duchessa di Milano e di Bari. Isabella era la figlia di Alfonso d'Aragona, duca di Calabria e futuro re di Napoli. La sua sorellastra, Sancia, andò in sposa al figlio del papa, Goffredo Borgia, e fu forse l'amante del Valentino.
Il nonno era Ferrante d'Aragona, sovrano famoso per i suoi eccessi, e per l'aver fatto costruire un mausoleo con le mummie dei suoi avversari.
Lei, Isabella, aveva il carattere fiero e forse un po' folle del padre e del nonno. Fu data in sposa a Gian Galeazzo Sforza, erede del ducato di Milano. Divenire la duchessa di Milano, a quel tempo, era forse meglio che essere la regina di Francia. Milano era il centro della rinascita artistica e intellettuale. Ma Isabella fu vittima delle ambizioni del Moro. Non solo; fu anche sposa infelice. Gian Galeazzo non era un marito esemplare e, nei loro non frequenti congiungimenti carnali, ebbe modo di attaccarle la sifilide.
La malattia venerea era giunta in Italia alla fine del Quattrocento, con le truppe del re di Francia Carlo VIII. In Italia fu subito nota come malfrancese, e in Francia come mal napolitain.
La terribile epidemia del '500 non risparmiò nessuno. E anche Isabella dovette fare i conti con il treponema pallidum, nome insidioso dell'agente causale della sifilide.
Ce lo dice, come spiega il professor Fornaciari in questo articolo, proprio il suo teschio: la superfice abrasa dei denti. Era l'effetto delle frequenti abrasioni che la duchessa di procurava per cancellare, dai denti, il nero causato dalla terapia con mercurio. L'unica terapia conosciuta, all'epoca, per contrastare il terribile morbo.

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