mercoledì 14 ottobre 2009

LA DUCHESSA DI MILANO


Nel titolo è racchiusa l'essenza stessa di questo poderoso romanzo di Michael Ennis (edito da TEA, tradotto da R. Rambelli). Chi è la vera duchessa di Milano: la giovane e ingenua Beatrice d'Este, consorte di Ludovico il Moro, o la scaltra e tenebrosa Isabella d'Aragona, figlia dell'efferato e folle Alfonso II, re di Napoli per un anno e un giorno? Questo interrogativo serpeggia tra le pagine del romanzo, senza che il lettore possa trovare una risposta ultima, definitiva. Entrambe le donne, tra loro cugine prime, hanno giocato un ruolo predominante nelle sorti dell'Italia del Cinquecento. Il destino contrappone le due cugine in un gioco più grande di loro. Beatrice si trova a fianco del poliedrico Ludovico, uomo di ingegno sottile, che regge il ducato per conto del nipote, Gian Galeazzo. Pur non condividendo, inizialmente, l'atteggiamento del Moro, Beatrice imparerà ad amarlo e ad apprezzarne le raffinate strategie politiche.

Isabella è una donna forte e ambiziosa, con stupefacenti occhi felini, ma il destino (il crudele padre) l'ha relegata al fianco di un uomo molle ed effeminato - Gian Galeazzo Sforza -, che a stento riesce a compiere i doveri coniugali, e che appare del tutto inetto al comando. Ma la volitiva Isabella non vuole in nessun modo rinunciare alle proprie prerogative e difende il titolo ducale, per sé e per i propri (illegittimi) figli, dalle mire di Ludovico Sforza.

La penna di Ennis tratteggia con sapienza le ombre e le luci della corte degli Sforza. Un affresco mirabile della Milano rinascimentale, centro di mecenatismo per le arti e le scienze, e crocevia tra i territori orbitanti intorno alla Corona di Francia e quelli del Sacro Romano Impero.

Su questo sfondo si muovono due creature intense e vibranti, Beatrice e Isabella, che si avvicinano e si respingono in una continua danza ellittica.


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