martedì 6 ottobre 2009

IL DELITTO DI VIA PUCCINI - NERO TRIANGOLO


Lui è un uomo attempato, ricco, e viene da una delle famiglie più blasonate della artistocrazia romana. Lei è giovane, esuberante nelle forme e nel comportamento, e viene da una famiglia della piccola borghesia. E poi, come da manuale, c'è il "terzo": un giovanotto di vent'anni o poco più, eterno fuoricorso all'Università. Una storia come tante, finita molto male: il 30 agosto del 1970 i tre vengono trovati morti in un elegante attico di via Puccini.
Il marito tradito è il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino. La donna è Anna Fallarino, moglie del marchese, senza una goccia di sangue blu nelle vene ma elevatasi al rango aristocratico grazie al brillante matrimonio. L'amante è Massimo Minorenti. Ma questo triangolo ha un connotato ancora più morboso: è lo stesso marchese Camillo a offrire la moglie a uomini di passaggio, traendo piacere vedendola posseduta da altri. Scrive il Casati Stampa nel suo diario: "Oggi Anna ha incontrato un aviere. Era giovane e bellissimo." Lui è perverso, lei si presta al gioco per ovvi motivi di interesse. Si susseguono uomini diversi, tante comparse in un incessante carosello. Poi, all'improvviso, qualcosa va storto: compare Massimo, giovane e spavaldo. Di lui, Anna s'innamora. Non si limita ad accoppiamenti preordinati dal marito voyeur, ma intesse una relazione clandestina, sentimentale ed esclusiva. Il marchese si sente tradito, per la prima volta, e impazzisce. Convoca Anna e Massimo nell'attico di via Puccini, per un chiarimento, e con loro si chiude nella stanza dando ordine al cameriere di non aprire la porta a nessuno, e per nessun motivo. L'ordine è talmente perentorio che il cameriere si rifiuta di aprire anche quando si odono degli spari provenire dalla camera. Sarà la polizia a forzare la porta.

La scena che si presenta agli occhi dei poliziotti è quasi grottesca, nella sua tragicità: Anna seduta sulla poltrona, con lo sguardo incredulo e una larga macchia di sangue sul petto, e Massimo contorto dietro un tavolino rovesciato.
Lui, Camillo, fu trovato riverso accanto al fucile, il cranio fracassato dai proiettili.
Si era tolto la vita, sparandosi in bocca, dopo aver giustiziato i due amanti.

2 commenti:

  1. Ma che storia terribile Luca, non la conoscevo proprio. Interessante come lettura, non prima di aver letto il tuo, però! Un caro saluto

    RispondiElimina
  2. Emanuela: Terribile, ma tutto vero!
    A presto
    Luca

    RispondiElimina