venerdì 11 settembre 2009

CUI PRODEST? - UN SERIAL KILLER AL TEMPO DELL'IMPERATORE CLAUDIO

"Cui prodest scelus, is fecit". Ovvero il crimine è stato compiuto da colui a cui il delitto porta vantaggio. Questi versi immortali pronunciati da Medea, nell'omonima tragedia di Seneca, hanno rappresentato per secoli, e ancora costituiscono, la base di partenza di ogni indagine investigativa.
Cui prodest? è anche il titolo del romanzo della prolifica autrice bolognese Danila Comastri Montanari. Il romanzo prende le mosse dall'omicidio di un servo del senatore Publio Aurelio Stazio, quarantenne di bell'aspetto, gaudente, amante delle belle cose e, manco a dirlo, delle belle donne. Dotato di intelligenza e di umanità, benché profondamente radicato nel suo tempo, Publio Aurelio fa sua la massima di Seneca: servi sunt, immo homines. Sono schiavi, ma pur sempre uomini. L'investigazione porterà il senatore, sempre affiancato dall'immancabile "spalla" il liberto Castore, a visitare i luoghi più disparati della Roma dell'imperatore Claudio: i postriboli, le fabbriche di scarpe, le stamperie, e i circoli di un antico gioco, i latrunculi, non molto dissimile dagli attuali scacchi. Mentre il protagonista cerca di dipanare l'intricata matassa, altri delitti seguono al primo. Dietro a questi omicidi, un serial killer che sembra manifestare una particolare predilezione per i giovani uomini di bell'aspetto.
Ostinato nel perseguire la verità, il senatore deciderà di calarsi nei panni del sedicente servo Pubblio, addetto alle caldaie.
Il romanzo, come tutti i lavori della Comastri Montanari, è ben scritto e ben costruito. In più, rispetto ad altri della stessa autrice, questo racconto è pervaso da un pathos intenso, non solo legato all'atmosfera tensiva propria di ogni buon thriller, ma che scaturisce dall'affresco corale della eterogenea umanità ridotta in schiavitù. La penna dell'autrice tratteggia figure vibranti e diverse, nell'aspetto e nell'atteggiamento: la rassegnata Afrodisia e la ribelle Delia.
Sempre con un sorriso, e un taglio ironico, la Comastri Montanari riesce a far luce su interessanti problematiche che, per quanto radicate nell'antichità, trovano intense risonanze nel mondo moderno.

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