martedì 22 settembre 2009

CRISTINA DI SVEZIA, LA REGINA SENZA REGNO

Il re era malato, e la regina era incinta. Non era una donna robusta, e le levatrici sapevano che il parto sarebbe stato difficile. Il travaglio ebbe inizio l'8 dicembre dell'anno del Signore 1626, mentre una notte freddissima calava sulla città di Stoccolma. Era, il XVII secolo, un'epoca funestata dalla sporicizia e dalle malattie, ma anche da incredibili cambiamenti: dall'Africa gli schiavi avevano iniziato il loro viaggio per le Americhe, la Spagna cominciava il suo lento declino, e all'est, nelle Russie, si insediava sul trono il primo principe della dinastia Romanov.

La regina di Svezia sgravò prima di mezzanotte, dando alla luce un neonato vigoroso. Era coperto dal meconio, ma le levatrici - sentendo il ruggito emesso al primo vagito - non ebbero dubbi. Si trattava di un maschio, che sarebbe salito al trono come successore del grande Gustavo Vasa.

Solo più tardi, e con un esame più attento, si resero conto dell'errore. Il bimbo era in realtà una femminuccia, a cui fu imposto il nome di Kristina Augusta.
La vita della regina di Svezia, Cristina Vasa, inizia dunque sotto il segno dell'ambiguità e dell'errore. Alla morte del padre, l'eroe della guerra dei Trent'Anni, Cristina diviene sovrana. E' il 1632, e ha solo otto anni. Si trova alla guida del regno di Svezia, baluardo del protestantesimo contro l'impero austro-ungarico e i cattolicissimi Asburgo.
E' una creatura curiosa, ma di una curiosità intellettuale indisciplinata, che non la porta a una sistematizzazione del sapere. Convoca a corte il filosofo Cartesio. Lui è vecchio e freddoloso, ma non riesce a rifiutare la proposta della sovrana. L'inverno svedese è rigido, e il filosofo è obbligato a fare lezione alla regina a capo scoperto, per giunta alle sei del mattino. In breve, si ammala e muore. Cristina non lo piangerà più di tanto, già rapita dal bagliore di qualche nuova folgorazione
Nel 1654, inaspettatamente, la regina Cristina abdica in favore del cugino, e rinuncia al governo.

Ma non allo status di Regina, titolo che manterrà, e alla prerogative sovrane sulla compagine di individui che costuiscono la sua corte.
Non solo: la Regina abiura al protestantesimo, abbracciando la religione di Santa Romana Chiesa.
L'esistenza di Cristina scorre in un turbinio di eventi: amante della musica e dell'arte, dotata di una natura sensuale e ambigua, ama uomini e donne, senza mai contrarre matrimonio. Si stabilisce a Roma, presso Palazzo Riario, con la sua corte.
Piena di debiti, vive di eccessi e tenta più volte di recuperare lo scettro, non solo della Svezia, ma anche della Polonia, e - in un ultimo e romanzesco tentativo - del Regno di Napoli.

Non è bella: bassa, con un gran sedere, una spalla più bassa dell'altra, porta la parrucca, e indossa abiti di foggia maschile. Si circonda di intelletuali, coltivando in particolare le scienze alchemiche.
Muore nel 1689, dopo una terribile lite con un prelato, reo di aver usato violenza su una delle sue ancelle.

Viene sepolta in San Pietro, dove riposano i vicari di Cristo.

5 commenti:

  1. Ciao Luca
    leggendo l'articolo mi sono ricordata del bellissimo film con Greta Garbo "la regina Cristina" non so se l'hai visto....

    una curiosità sul film dal sito http://www.cinemadonne.it/film/QueenCris_Garbo.htm

    "La Garbo scrive alla Metro dicendo che è disposta a firmare un nuovo contratto (il vecchio era appena scaduto) a patto che si faccia un film sulla regina Cristina e che lei ne sia l'interprete principale;"

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  2. @Ivanaalessia: conosco l'esistenza del film, ma non l'ho mai visto. Peccato! E tu? L'hai visto?
    La Garbo ce la vedo tutta nella parte della regina Cristina!

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  3. si l'ho visto è davvero un bel film

    La Garbo era bravissima, la parte era perfetta per lei
    il coprotagonista era la star del cinema muto John Gilbert (e suo vecchio fidanzato)

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  4. @Ivanalessia: chissà dove si può scovare una simile rarità...
    mi piacerebbe vedere la Garbo e la sua Caterina.

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  5. esiste il dvd, ma non so se è fuori catalogo
    io sono stata fortunata, perchè l'ho visto spesso in una tv locale

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