giovedì 6 agosto 2009

PERSONAGGIO MINORE NELLA SAGA DEI BORGIA: Perotto Caldès


Di Lei, Lucrezia Borgia, si è molto scritto e molto detto. Rimane, agli occhi di noi contemporanei, una creatura contraddittoria, sospesa tra zolfo e incenso. Fu senz'altro, almeno in parte, la pedina dei giochi politici del padre Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, e del fratello, Cesare Borgia duca del Valentinois.
Fu data in sposa, giovanissima, a Giovanni Sforza, detto Giovannino, signore di Pesaro e cugino del potente Ludovico il Moro. Il matrimonio, neanche a dirlo, si fondava su mere questioni di interesse atte a stabilizzare le alleanze politiche del pontefice.
Dopo un breve periodo trascorso a Pesaro, il papa richiamò a Roma la figlia, cui era legatissimo, e il genero. Questi non riuscì ad ambientarsi nella raffinata e dissoluta corte romana, vedendo continuamente minacciata la propria incolumità. Specie quando il Borgia cambiò le proprie alleanze, stringendo con gli Aragona di Napoli, nemici degli Sforza.
Giovanni fuggì da Roma, abbandonando la leggittima consorte. Il papa intraprese una vera e propria campagna diffamatoria, dichiarando che le nozze tra Giovanni e Lucrezia non erano mai state consumate perché lo sposo era affetto da impotentia coeundi.
Nel frattempo, Lucrezia era rinchiusa nel convento di San Sisto. Qui, la giovane riceveva le visite di un religioso, appena ventiduenne, di nome Perotto Caldès. Tra un pater noster e l'altro, la Borgia trovò conforto non solo per la sua anima, ma anche per il suo corpo visto che nel giro di poco tempo si scoprì gravida.
Quando la commissione per l'annullamento visitò Lucrezia non ebbe tentennamenti, nonostante lo stato della fanciulla, e la dichiarò virgo intacta. Il papa ebbe il suo annullamento.
Quanto a Perotto, pagò care la sue intemperanze con la figlia del Borgia e morì trucidato da Cesare, vendicatore dell'onore della sorella.
Lucrezia partorì un bambino, a cui fu imposto il nome di Giovanni, ma che tutti a Roma chiamavano l'Infante Romano.

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