martedì 4 agosto 2009

NERO DI SITILE - Quel treno da Vienna di Corrado Augias




“…La sommità dell’obelisco della Trinità dei Monti in lui evocava , per personalissime ragioni, un vago sentimento di rancore…”

Il risentimento provato da Giovanni Sperelli, il protagonista del romanzo “Quel treno da Vienna” di Corrado Augias, affonda le radici in intimi conflitti familiari. Proprio nei pressi dell’obelisco e della celeberrima chiesa sorge palazzo Zuccari, dimora del fratellastro Andrea, l’eroe dannunziano de “Il piacere”.
I due fratelli non potrebbero essere più diversi: Andrea incline alla mollezza e alla voluttà senza limiti e senza morale, Giovanni alla ricerca della verità e di un equilibrio, a cui anela ma che sembra non riuscire a raggiungere.
Ma il nodo centrale del romanzo è ben altro: siamo nella Roma degli anni Dieci, il Regno celebra i cinquant’anni dell’Unità. In un'elegante zona residenziale, in un villino di via Varese, viene scoperto il cadavere di una giovane donna: Amelia Battiferri, modella, una di quelle giovani formose venute a Roma come “farfalle alla luce”. Quello che inizialmente sembrava un banale delitto passionale, limitato alla sola cerchia di sprovvedute fanciulle e dei loro mentori, diventa il fulcro di un mosaico molto più complesso e sfaccettato che coinvolge la Mitteleuropa e le propaggini nordafricane dell’impero ottomano.
L’elegante penna di Augias tratteggia con grande precisione, senza mai abbandonare la vena ironica, un’epoca affascinante, regalandoci una prosa asciutta e raffinata al tempo stesso, in cui ogni vocabolo viene scelto con la stessa cura che uno chef d’alto livello impiegherebbe per trovare il giusto ingrediente.
Un libro da leggere, non solo per la trama avvincente, ma come omaggio alla nostra lingua tanto bella e, spesso, tanto bistrattata.

3 commenti:

  1. Quel treno da Vienna è il primo romanzo della trilogia dedicata a Giovanni Sperelli.
    La sua struttura è quella di un giallo storico,
    ed è un pregevole affresco della Roma giolittiana e neo-imperialista dei primi del Novecento, sfarzosa, in cui il governo Giolitti si prepara all’impresa di Libia.
    Augias accompagnare il lettore in un’Italia, dove Roma splende di rinnovata bellezza per le nuove costruzioni realizzate, sebbene rimanga ancora una capitale di rango inferiore, in parte assediata dalla campagna.
    Roma festeggia i cinquant'anni del Regno d'Italia. In questa temperie, è scoperto il cadavere di un’entraneuse Amelia Battiferri, una di quelle modelle giovani. La sua morte potrebbe far pensare a un regolamento di conti nel mondo della prostituzione di lusso romana: apparentemente sembrerebbe un banale omicidio, l’inchiesta condotta da Sperelli e Marchisio svela come, nello scenario dei festeggiamenti per il Giubileo, quel semplice omicidio nasconda risvolti di spionaggio internazionale legato al mantenimento dell’Italia nell’equilibrio della Triplice Alleanza. L’omicidio di Amelia Battiferri, diventa così il cardine di un mosaico più complesso che la pone al centro di una guerra di spie austriache, italiane e turche. La sua morte si rivela un caso di spionaggio internazionale dai risvolti inaspettati in cui si muovono personaggi misteriosi: come Achille Galignani, uomo forte del ministro degli Esteri Antonino di San Giuliano.
    In questo paesaggio articolato e scabroso si muove Sperelli. Pur conservando il gusto e la passione per il bello di suo fratello Andrea, Giovanni ha il pregio di un’intelligenza analitica che lo pone a capo delle indagini per risolvere il mistero.
    La vicenda poliziesca passa tuttavia in subordine: il nodo centrale del romanzo è la Roma degli anni Dieci, quando il giovane Regno celebra i cinquant’anni dell’Unità e la ricostruzione storica di una Roma del periodo antecedente la guerra italo-turca, splendida nei suoi palazzi nobiliari, nei suoi monumenti e strettamente commista con la campagna. Corrado Augias ricostruisce con rigore luoghi che rievocano alcune atmosfere del passato.
    L’atmosfera che si respira, nel romanzo è sapida d’attualità e si intravede la posteriore storia repubblicana e la mediocrità della monarchia sabauda, incapace di ostacolare l’ascesa del Fascismo.
    Il romanzo mantiene una grande freschezza narrativa, animata da un’elegante prosa e da uno stile ricercato.
    Augias tratteggia elegantemente e con accuratezza, un’epoca affascinante in una prosa asciutta ed al tempo stesso raffinata.
    Massimo Capuozzo

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  2. @Caro Massimo, grazie per lo splendido contributo sul bel romanzo di Augias...
    a presto!

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  3. grazie a te luca presto ti darò le coordinate sulla sintassi del noir italiano
    buon lavoro
    massimo capuozzo

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