giovedì 20 agosto 2009

LE REGOLE DEL GIALLO e S.S. Van Dine

Se da una parte, la letteratura è una forma di espressione e di creatività, il genere giallo/noir impone delle costrizioni legate alla presenza di un delitto e alle indagini investigative atte a individare il responsabile del crimine.
Per questo, nel giallo ci sono delle regole che l'autore dovrebbe tentare di rispettare. Ci ha pensato, a elencarle, S.S. Van Dine, celeberrimo giallista americano e inventore del personaggio di Philo Vance. I suoi dettami sono ovviamente delle indicazioni di massima, e vanno presi cum grano salis. Le regole sono venti, ma mi limito a citare le prime.

1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero: nel mistery classico, quello della Christie per intenderci, l'autore ingaggia una vero duello con il lettore per celare il mistero. Oggi, nelle elaborazioni moderne a base di tecnologie e prove balistiche, questa massima ha perso consitenza. Ma andrebbe sempre tenuta d'occhio.

2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore: sempre sulla falsariga di quanto detto in precedenza, l'autore deve (o dovrebbe) agire onestamente senza depistare il lettore.

3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. E perché no? Su questo mi permetto di dissentire. Semmai, la storia d'amore non deve essere in primo piano. Ma come dimenticare la storia tra Montalbano e Livia nei romanzi di Camilleri, o la strana attrazione che spesso i protagonisti dei romanzi di Giulio Leoni provano per le varie figure femminili (Marni e Viviana in "E trentuno con la Morte", o Dante per Antilia ne "I delitti del mosaico").

4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Come dire, non confondiamo le carte in tavola. Giusto.


5. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Giustissimo! L'omicidio ha potente valenza estetica (o antiestetica, se vogliamo), come sovvertimento dell'ordine e del predefinito. Nulla di meno, e nulla di più. Anzi, credo che prima il morto compare nella storia noir o gialla, e meglio è.


Come dicevo, sono solo le prime cinque; per chi vuole proseguire, l'elenco è qui.



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