domenica 2 agosto 2009

ARS MORIENDI


Pompei, la città cosmopolita dell'impero romano, travolta da un infausto destino e sepolta da una valanga di magma. Pompei delle ricostruzioni cinematografiche antiche e moderne. E, ancora, la Pompei del libro "Ars moriendi" di Danila Comastri Montanari.
Nel 47 dopo Cristo alcune prostitute vengono trovate uccise e orrendamente mutilate. Tutte le vittime sono rinvenute nel sacello bianco. L'imperatore Claudio, di cui è ben nota la simpatia verso le professioniste del mestiere più antico del mondo, invia il senatore Publio Aurelio Stazio e il suo fidato liberto Castore a far luce sull'efferato delitto. Il prestante senatore saprà, anche in questo caso, sbrogliare l'intricata matassa e giungere alla risoluzione del caso.
Chapeau a Madama Comastri Montanari, in questo libro alle prese con un assassino seriale nell'antica Pompei, ancora lontana dall'essere travolta da tragici eventi. Oltre a fornire un affresco quanto mai suggestivo degli usi e dei costumi dell'epoca, l'Autrice tratteggia con la sua felice penna personaggi ironici e interessanti. Invidio a questa scrittrice la capacità di descrivere eventi efferati mantenendo un occhio distaccato e quasi sornione, lasciando che la storia scorra, leggera, tra la loquacità incontenibile di Pomponia e il continuo e divertente battibeccare di Publio Aurelio e Castore.

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