giovedì 2 luglio 2009

NEROSTORIA - IL MISTERO DELLA VENERE PAPALE

Incantò gli uomini del Rinascimento, divenne l'amante di uno dei papi più noti di tutti i tempi, contribuì all'ascesa del proprio casato, eppure di lei, Giulia Farnese, non è rimasto neanche un ritratto di certa attribuzione.
Nacque, probabilmente, a Capodimonte, nella rocca ottagonale che si affaccia sulle acque del lago di Bolsena. Ebbe un'infanzia piuttosto ordinaria, e probabilmente serena, trascorsa a girovagare per le tenute che i Farnese avevano sparse nell'alto Lazio.
L'ora della svolta, per Giulia, avvenne nel 1498 quando fu promessa a uno dei rampolli più ambiti di Roma: Orso Orsini. La famiglia Orsini godeva di grande prestigio anche perché donna Adriana Orsini, moglie di Ludovico signore di Bassanello, era seconda cugina di Rodrigo Borgia, futuro papa Alessandro VI e già potentissimo cardinale di Santa Romana Chiesa.
Il fidanzamento di Giulia e Orso avvenne nella Sala Stellata del palazzo Borgia in Parione. Fu allora che il cardinale, ormai cinquantenne ma di vigorosi e indomiti appetiti, cominciò a bruciare di passione per la bella Giulia.
Fu, questa passione, un attaccamento morboso e assoluto, tanto che Rodrigo non tollerava neanche che la Bella si allontanasse per fare visita al leggittimo marito.
Quest'ultimo era guercio e butterato e si piegò alla lussuria papale, ottenendo terre e privilegi.
Il popolo di Roma fu impietoso con la Farnese, etichettandola con gli appellativi di Sponsa Christi o di Venere Papale.
L'unico conforto per Giulia fu la compagnia di Lucrezia Borgia, coetanea e disinibita frequentatrice della nobiltà romana, che svezzò l'indole campagnola dell'amante di Alessandro VI.
Il rapporto tra il papa e la Farnese terminò, probabilmente, alla fine del 1400.

Ma chi fu, veramente, la Venere Papale: una vittima, un'abile calcolatrice o una spregiudicata cortigiana? Sicuramente, almeno all'inizio, Giulia fu una pedina per la realizzazione degli ambiziosi progetti della suocera, Adriana de Mila, ma anche del fratello Alessandro, che proprio grazie all'intercessione della sorella ottenne dal papa Borgia la porpora cardinalizia divenendo, nel 1534, papa a sua volta con il nome di Paolo III.
Quando ebbe termine il rapporto con il Borgia, Giulia seppe ricostruire la propria vita e, morto anche il marito Orso nel 1500, divenne una vera e propria domina rinascimentale, in grado di amministrare i feudi di Bassanello, Carbognano, e Canino.
Ebbe una figlia, Laura, sulla cui paternità gli storici sono divisi, attribuendola alcuni ad Alessandro VI, altri a Orso Orsini.
Morì nel 1524 in un'abitazione vicino all'odierno palazzo Farnese, mentre nella Città eterna imperversava la peste.
Giulia subì, dopo la morte, una singolare e misteriosa damnatio memoriae: non un ritratto, una statua, o un affresco che ritragga la Bella è sopravvissuto ai secoli.
Le ragioni di questa furia iconoclasta non sono note: forse i Farnese, divenuti ormai potenti principi rinascimentali, hanno voluto cancellare le tracce di questa scomoda antenata.
Recentemente, la storica Patrizia Rosini ha pubblicato uno studio in cui sembra identificare il volto della Farnese in una delle figure dell'abside di Santa Pudenziana a Roma (lo studio è scaricabile qui
http://www.chiesadelgesu.org/documenti/071124_Rosini_Viaggio%20nel%20Rinascimento%20tra%20i%20Farnese%20ed%20i%20Caetani.pdf)
Di certo, la figura di Giulia, creatura dalla pelle perfetta e dai profondi occhi neri, ammantata di mistero, non smette affascinare gli storici. Chi se ne interessa, per un motivo o per un altro, finisce un po' per innamorarsene.

P.s.: uno mio racconto con Giulia Farnese e Alessandro VI lo potete trovare qui http://www.scheletri.com/racconto1423.htm

1 commento:

  1. "Morì nel 1524 in un'abitazione vicino all'odierno palazzo Farnese,.."

    Secondo la storiografia questa affermazione non trova conferme documentarie: Giulia Farnese morì a Palazzo Farnese, odierna sede dell'ambasciata di Francia e residenza romana dei Farnese.
    Non si capisce, quindi, perché la farnese sia dovuta morire in un'abitazione diversa da quella di famiglia, seppur non molto lontana.

    Sergio Fucchi
    Civitanova Marche

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