mercoledì 15 luglio 2009

IL FASCINO DELLA SERIAL KILLER

Dopo il successo interplanetario di Hannibal Lecter, fascinoso psichiatra cannibale, il serial killer è balzato agli onori della cronaca e film, libri e sceneggiati a tema si sono moltiplicati.
"La ragazza dei corpi", bruttissima e per me inspiegabile traduzione dell'inglese Heathbreaker, romanzo d'esordio di Chelsea Cain, ricalca l'archetipo dell'omicida seriale introducendo, tuttavia, delle interessanti varianti.
Innanzi, tutto, ci troviamo di fronte, come in Hannibal Lecter de "Il silenzio degli innocenti", a un ispettore di polizia che chiede aiuto, per risolvere un caso di assassini seriali, a un serial killer in prigione. Anche in questo caso, come nel caso di Lecter, il serial killer ha una preparazione medica, anche se il titolo di psichiatra risulterà fittizio, e presta il suo aiuto in cambio di alcune agevolazioni. L'elemento innovativo, se così si può dire, è che l'insolito collaboratore di giustizia, per definirlo con termine moderno, è un serial killer donna. E' bella, intelligente e spietata e si chiama Gretchen Lowell.
L'ispettore Sheridan, alle prese con l'insolubile caso del "killer del doposcuola" che imperversa per Portland, è stato una vittima fortunosamente scampata a Gretchen e tra i due, come tra Hannibal e Clarisse, si instaura un rapporto morboso di attrazione e di repulsione in cui i due temi epici della letteratura universale, eros e thanatos, si intrecciano in un gorviglio fatale e inestricabile.
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire. Eppure, la rielaborazione della Chain convince e riesce a rendere sapientamente il rapporto di dipendenza tra ex carnefice e vittima, relazione intima e assoluta anche testimoniata dalle cicatrici sul corpo del poliziotto.
La splendida e spietata omicida pervade con il suo intenso profumo di lillà tutta la narrazione e solo un supremo sforzo consentirà a Sheridan di risolvere il caso e di avvicinarsi al proprio riscatto umano.
Da leggere.

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