lunedì 13 luglio 2009

Delitto al casin dei nobili - di Alda Monico


Venezia, 1500. Il fior fiore del patriziato veneto si è riunito al casin dei nobili per partecipare al ballo in onore del duca di Ferrandina, giunto nella laguna in occasione di un famoso torneo e già perdutamente invaghito della splendida Veronica Franco, celeberrima cortigiana e raffinata poetessa. Un'improvvisa e violenta tempesta si abbatte sulla laguna e ogni cosa - i convitati, i servi, i musici - piomba nel buio.Aggiungi immagine Quando il sipario delle tenebre si alza, i presenti si trovano di fronte a un efferato delitto: il duca di Ferrandina giace al suolo, ferito a morte.

Due giovani patrizi vengono accusati del crimine e imprigionati, in attesa di essere giustiziati. Saranno due donne, diversissime per posizione sociale e attitudine, a salvare i due imputati: Veronica Franco e l'ostessa Lucia, che insieme ingaggiano una tenace ricerca dell'assassino.

Nel suo romanzo d'esordio Alda Monico ci propone uno splendido affresco di una Venezia piena di intime risonanze e di angoli segreti. Il romanzo si apre con un delitto, come ogni buon giallo storico, ma il crimine non è che un pretesto per seguire le due protagoniste nella loro ricerca attraverso le calli e i palazzi di Venezia, per conoscere i vezzi e i tormenti della splendida cortigiana, e i più pratici patimenti dell'ostessa Lucia. Una Venezia fatta di sussurri e pettegolezzi, di chiari di luna e, soprattutto, di cibo. Deliziosamente ricercata e precisa la descrizione dei piatti e delle ricette (raccolte, peraltro, in appendice), tanto che pare di essere avvolti dai profumi della cucina dell'ostessa per tutta la lettura del romanzo.
Chi cerca i toni squisitamente noir in questo libro, forse ne rimarrà deluso. Si tratta di una narrazione che esalta principalmente le grandi qualità di queste protagoniste, soprendentemente moderne nel superare le difficoltà e pronte a stringere un sodalizio per salvare i due giovani dalla forca.
La soluzione del mistero riporterà la pace e ripristinerà l'equilibrio nella città, lasciando al lettore il magnifico riverbero della Venezia rinascimentale.






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