lunedì 8 giugno 2009

Nero dannunziano

Giulio Leoni ha riscosso un notevole successo editoriale con il ciclo di Dante Alighieri (Dante Alighieri e i delitti della Medusa, I delitti del mosaico, I delitti della luce), in cui il Sommo poeta indaga su una serie di crimini che affliggono la Firenze del Duecento.
Forse meno noto, ma non per questo meno riuscito, il libro E trentuno con la morte. Il romanzo è ambientato a Fiume, nel periodo dell'impresa capeggiata da Gabriele D'Annunzio.
Il protagonista del racconto, il giovane tenente Marni, si trova a indagare su un insolito delitto: durante una cena futurista, ambientata in un sanatorio per malati di mente, il misterioso dottor Zoser, il direttore della clinica, viene rinvenuto morto, folgorato da un apparecchio elettrico da lui stesso inventato.
Per risolvere questo classico mystery della "camera chiusa", il tenente dovrà fare i conti con la complessa realtà della città istriana, terra di confine e di conflitti, con intrighi politici e con il mondo dei pazzi, degli alienati. In questo clima liquido e sospeso, Marni si troverà, suo malgrado, a dover riconsiderare i suoi stessi principi e le motivazioni che lo hanno spinto a unirsi all'impresa. Il personaggio di Viviana, enigmatica assistente di Zoser, sospesa tra follia e spietata ironia, accompagnerà il giovane militare nella sua discesa agli Inferi.
Un romanzo avvincente, pieno di fascino, scritto con grande maestria. L'Autore ci regala immagini vivide e insinua nel lettore una sotterranea inquietudine che lo tiene incollato alla pagina, fino alla rivelazione finale.

2 commenti:

  1. Ciao Luca,
    come vedi ogni tanto continuo ad affacciarmi...Aspetto di leggere le interviste nere, sono molto curiosa.
    Buon lavoro, qualunque esso sia in questo momento.
    Ciao!

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  2. Grazie Piddì,
    quanto alle Nereinterviste, speriamo che qualcuno, tra gli Autori interpellati, abbia voglia e tempo di rispondere.
    A presto!

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